Washington — Brendan Carr, presidente della Federal Communications Commission (FCC), parteciperà al White House Correspondents’ Dinner, l’appuntamento annuale che riunisce giornalisti, politici e celebrità nella capitale statunitense. La sua presenza, annunciata da Status, arriva in un momento di forte tensione tra il regolatore federale dei media e le testate che ha più volte indagato.
Carr, noto per le sue posizioni critiche nei confronti della stampa, ha recentemente dichiarato che Donald Trump sta «vincendo contro i media mainstream», definendoli come «fake news». La sua partecipazione al galà, organizzato sabato sera a Washington, lo vedrà seduto nello stesso salone dove operano i giornalisti delle testate da lui sottoposte a indagini.
Le indagini della FCC e le polemiche
Durante il suo mandato come responsabile dell’applicazione delle norme sui media sotto l’amministrazione Trump, Carr ha minacciato e avviato indagini contro numerose emittenti e piattaforme, spesso per contenuti o politiche in contrasto con le priorità dell’ex presidente.
Tra le ultime azioni:
- Un’indagine su ABC’s «The View» per una possibile violazione della regola del tempo paritario dopo un’intervista al candidato democratico al Senato James Talarico;
- Minacce a NPR, PBS e altre testate, mettendo in discussione eccezioni storiche come quelle per programmi di intrattenimento come «The View» e «The Late Show»;
- La sospensione di Jimmy Kimmel da parte di Disney, sua casa madre, dopo che Carr aveva minacciato sanzioni per i commenti del conduttore sulla morte di Charlie Kirk.
Nonostante le critiche, la FCC non ha ancora commentato ufficialmente la partecipazione di Carr al galà. Anche Paramount, di cui fa parte la CBS News, ha invitato Carr a uno dei suoi tavoli, ma non è chiaro se l’invito sia stato accettato. Una portavoce della società non ha risposto a una richiesta di commento, così come un portavoce della FCC non ha fornito una risposta ufficiale.
La protesta dei giornalisti
La notizia della partecipazione di Carr al galà arriva dopo che oltre 250 giornalisti hanno inviato una lettera alla White House Correspondents’ Association per chiedere di «dimostrare con forza l’opposizione» agli attacchi di Trump alla libertà di stampa. Nella missiva, gli autori hanno elencato diversi episodi di censura e intimidazioni durante il secondo mandato dell’ex presidente, citando anche le indagini avviate dalla FCC.
«Questo galà non può essere un’occasione per normalizzare le aggressioni alla stampa libera», hanno scritto i firmatari, chiedendo un intervento deciso durante l’evento.
La partecipazione di Carr, figura centrale nelle politiche di Trump contro i media, solleva interrogativi sulla coerenza delle istituzioni statunitensi nel difendere il pluralismo informativo. Il dibattito si inserisce in un contesto globale in cui la libertà di stampa è sempre più minacciata, anche in paesi democratici.