Il Met Gala tra moda e controversie politiche

Nel 2017, durante il gioco "Spill Your Guts or Fill Your Guts" del Late Late Show, James Corden chiese ad Anna Wintour, allora direttrice di Vogue, chi non avrebbe mai invitato al Met Gala. La risposta fu immediata: Donald Trump. Eppure, nonostante le dichiarazioni passate, la coppia di Jeff Bezos e Lauren Sánchez, entrambi legati all’ex presidente, è stata scelta come sponsor principale e co-presidenti onorari dell’edizione 2024.

Wintour difende i finanziatori

Wintour, che ha lasciato il ruolo di direttrice di Vogue nel giugno 2023 ma rimane a capo del Met Gala, ha dichiarato a CNN di essere grata per la generosità di Sánchez e Bezos. L’entità del loro contributo finanziario non è stata resa pubblica. «È una grande appassionata di moda e costume, quindi siamo entusiasti che partecipi», ha aggiunto.

I legami con Trump e le proteste

Jeff Bezos, terzo uomo più ricco del mondo, e Lauren Sánchez hanno partecipato al gala del Costume Institute del Met nel 2024. Tuttavia, la loro vicinanza all’amministrazione Trump ha scatenato polemiche. Amazon, di proprietà di Bezos, ha donato 1 milione di dollari al fondo di insediamento del presidente nel 2024 e ha speso 75 milioni per un documentario su Melania Trump. Inoltre, il Washington Post, controllato da Bezos, non ha appoggiato Kamala Harris alle elezioni 2024.

Questi legami hanno portato a proteste: attivisti hanno affisso manifesti nella metropolitana di New York per chiedere il boicottaggio del Met Gala, criticando le condizioni lavorative di Amazon e il sostegno a Trump.

L’impatto sulle arti e la cultura

Da quando Trump è in carica, le politiche culturali statunitensi hanno subito un duro colpo. Tra le misure adottate:

  • Cancellazione dei finanziamenti al National Endowment for the Arts, mettendo a rischio centinaia di organizzazioni culturali;
  • Minacce alle istituzioni museali tramite ordini esecutivi per imporre un’agenda anti-woke;
  • Ridenominazione del Kennedy Center in onore di Trump stesso.

Bezos non è un semplice spettatore: attraverso Amazon e il Washington Post, la sua influenza si estende anche in questi ambiti. La sua partecipazione al Met Gala, quindi, solleva domande sulla coerenza tra l’immagine glamour dell’evento e il sostegno a politiche che minano la cultura.

Il paradosso del lusso e della filantropia

Il Met Gala, noto per essere un simbolo di opulenza (i biglietti costano 100.000 dollari, più della rata media di un mutuo negli USA), si trova ora al centro di un dibattito più ampio. Mentre le multinazionali della Silicon Valley, tra cui Apple e TikTok, sponsorizzano l’evento da oltre un decennio, la presenza di Bezos e Sánchez aggiunge una dimensione politica controversa. La loro partecipazione, infatti, sembra lavare l’immagine di figure legate a un’agenda culturale restrittiva, mascherando le contraddizioni con il glamour della moda.

«Non importa quanti show frequentino o quali stilisti indossino: Bezos e Sánchez non conquisteranno mai lo status di cool che cercano».

Conclusione: moda, potere e responsabilità

Il Met Gala 2024 riflette le tensioni tra lusso, filantropia e politica. Mentre Wintour difende i finanziatori, le proteste ricordano che la cultura non può essere separata dalle scelte etiche dei suoi sostenitori. Il gala rimane uno specchio delle contraddizioni di un’industria che, pur celebrando l’arte, rischia di essere strumentalizzata da interessi economici e politici.