La seconda stagione di Monarch: Legacy of Monsters si chiude con alcune delle battaglie tra Titani più spettacolari della serie, ma la trama principale rimane profondamente umana. Dalla decisione di Cate di non abbandonare Lee Shaw ad Axis Mundi, fino al disperato tentativo di Kentaro di salvare il padre che non riesce ad ammettere di aver perso, la stagione è stata segnata da emozioni intense, scelte difficili e conseguenze di vasta portata.
Nessun personaggio, però, ha dovuto affrontare una prova così dura come Keiko Randa, la brillante scienziata catapultata nel tempo che, in soli dieci episodi, si trova costretta a fare i conti con perdite e cambiamenti radicali. Mari Yamamoto, che interpreta Keiko, ha condiviso con Den of Geek alcuni dettagli sul suo percorso nella stagione: «L’hanno davvero torturata per tutto il tempo. Probabilmente ha bisogno di molta terapia, no? Perché sono solo dieci giorni… ma in realtà la stagione si svolge in appena dieci giorni. È pazzesco. L’ho descritta come una donna che piange mentre corre».
In quei dieci giorni, Keiko ha perso il figlio Hiroshi, scoperto che Lee ha scelto consapevolmente di lasciarla ad Axis Mundi per proteggere il futuro, appreso che la lettera in cui confessava i suoi sentimenti per lui aveva distrutto la famiglia che aveva lasciato indietro, e trovato il luogo in cui probabilmente è morto Bill Randa su Isola del Teschio, insieme a una serie di appunti che dimostrano come lui non avesse mai smesso di cercarla. Un carico emotivo pesantissimo.
«Intorno alla settima o ottava puntata, quando lei e Cate sono in missione per riattivare Co-cai [noto anche come Titan X], Keiko arriva a un punto in cui dice: ‘Ho già perso mio figlio. Se dovessi morire in questa missione, sarei disposta ad accettarlo. Se morire significa salvare delle persone, forse vale la pena aver viaggiato nel tempo e aver perso tutto’», spiega Yamamoto. «Non arriverei a definirla una posizione suicida, ma è sicuramente un momento in cui è pronta a rischiare tutto. Poi, però, ne esce. E la connessione che stringe con Cate, vedendola portare a termine un compito monumentale come la riattivazione di un Titan, riaccende in lei la passione per il lavoro che stava facendo».
Il rapporto con la nipote non le dà solo uno scopo nella sua nuova e strana vita moderna: in una versione alternativa del finale, è stato proprio questo legame a determinare la sua scelta di restare nel presente. «Una cosa che posso dire è che è Cate la ragione per cui Keiko ritrova la voglia di vivere», afferma Yamamoto. «Nel montaggio originale, Keiko avrebbe potuto scegliere se tornare nel passato con Lee. Era sul punto di farlo, ma poi si è voltata per Cate».
Keiko e la nipote hanno più di un tratto in comune, dalla curiosità sfrenata al coraggio nel affrontare l’ignoto. Un finale alternativo avrebbe potuto cambiare tutto, ma alla fine, la scelta di Keiko di restare ha dato un senso nuovo alla sua esistenza.