La National Football League si trova in una fase di stallo nei negoziati per i nuovi contratti televisivi, che rischiano di non essere finalizzati prima dell’inizio della stagione 2026. Solo pochi mesi fa, sembrava che la lega potesse concludere accordi vantaggiosi con i broadcaster attuali, estendendo i contratti oltre il 2029 (2030 per ESPN) e garantendo introiti significativamente più alti nei prossimi quattro anni.
Oggi, invece, la situazione è ferma. CBS, che era considerata la prima tessera del domino grazie alla clausola di controllo societario attivata dalla vendita di Paramount a Skydance, non ha ancora trovato un’intesa. «Non abbiamo visto grandi progressi, almeno sul fronte economico», ha dichiarato Mike Morris, analista di Guggenheim Securities, a John Ourand di Puck. «CBS sembrava potesse essere la prima a muoversi, ma da allora non abbiamo più ricevuto aggiornamenti».
Se l’obiettivo rimane quello di chiudere un accordo con CBS e poi con gli altri broadcaster attuali prima dell’inizio della stagione 2026, la tempistica appare irrealistica. «A questo punto, sarei sorpreso se si arrivasse a una soluzione prima del 2026», ha aggiunto Morris. «Non è impossibile, ma dipende da cosa la NFL intende perseguire: più che una rinegoziazione totale, sembra voler estendere i diritti esistenti con nuove condizioni, rinunciando alla facoltà di riaprire i contratti dopo il 2029-30 in cambio di tariffe più alte».
La resistenza politica, alimentata almeno in parte da Fox, ha probabilmente contribuito al ritardo. Inoltre, la NFL potrebbe aver compreso che i broadcaster attuali non sono in grado di sostenere costi significativamente più alti senza compromettere la propria redditività. I pacchetti di diritti in scadenza dopo il 2029 – quelli della domenica pomeriggio, della domenica sera e del giovedì sera – rappresentano una sfida: trovare un equilibrio che non svuoti le casse della lega senza, al contempo, spingere le emittenti al fallimento.
Con l’audience dei programmi in diretta in calo, i network non possono più permettersi di trattare gli eventi NFL come un semplice strumento promozionale per altri contenuti, come avveniva in passato.