OpenAI si preparava a un possibile debutto in borsa entro la fine dell'anno con una valutazione record fino a 1.000 miliardi di dollari, un balzo straordinario rispetto ai 29 miliardi di gennaio 2023, pochi mesi dopo il lancio di ChatGPT. Tuttavia, a meno di tre anni e mezzo dal suo momento di svolta, l'azienda guidata da Sam Altman appare oggi irriconoscibile, travolta da una serie di scandali, fallimenti operativi e una crisi finanziaria che solleva dubbi sulla sua sostenibilità a lungo termine.

Un anno nero tra contratti controversi e defezioni

Il 2024 si è aperto con un colpo basso per OpenAI: a fine febbraio, l'azienda ha strappato un lucroso contratto con il Dipartimento della Difesa statunitense, dopo che Anthropic aveva rifiutato l'accordo. Il CEO di Anthropic, Dario Amadei, aveva motivato la scelta con principi etici, sottolineando che i suoi modelli AI non sarebbero stati utilizzati per sorveglianza di massa o sistemi d'arma autonomi. Una posizione che il Pentagono non ha condiviso. La mossa di OpenAI è stata bollata come opportunistica e maldestra, scatenando una fuga di utenti da ChatGPT e regalando ad Anthropic un vantaggio competitivo, soprattutto tra i programmatori.

Altman ha in seguito ammesso che la decisione «sembrava opportunistica e approssimativa», ma il danno d'immagine era già stato fatto. Il contratto con il Dipartimento della Difesa ha infatti alimentato polemiche sulla trasparenza e l'etica di OpenAI, mettendo in discussione la sua missione originaria di sviluppare un'intelligenza artificiale sicura e benefica per l'umanità.

Sora, il fallimento che ha fatto saltare un accordo da 1 miliardo con Disney

Meno di un mese dopo, OpenAI ha annunciato la chiusura di Sora, la sua app di conversione testo-video, definita dalla stampa come un «abominio» per la quantità di contenuti coperti da copyright e la scarsa qualità dei risultati. Secondo il Wall Street Journal, la decisione era dettata dalla necessità di liberare risorse computazionali per i modelli di nuova generazione, un'ammissione implicita che Anthropic sta superando OpenAI in termini di prestazioni e affidabilità. La mossa ha colto di sorpresa anche Disney, che solo a dicembre aveva firmato un contratto da 1 miliardo di dollari con OpenAI per sviluppare progetti legati a Sora. Secondo Reuters, i vertici delle due aziende si erano incontrati appena 30 minuti prima dell'annuncio della chiusura di Sora, evidenziando una gestione caotica e poco professionale.

Crisi finanziaria e dimissioni a catena

Parallelamente, OpenAI fatica a contenere una crisi finanziaria sempre più profonda. Nonostante le promesse di raggiungere 100 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari entro il 2030, le spese attuali superano di gran lunga i ricavi, mettendo in dubbio la credibilità di queste previsioni. A febbraio, l'azienda ha rivisto al ribasso i suoi piani di investimento infrastrutturali, riducendo da 1.400 a 600 miliardi di dollari gli stanziamenti previsti fino al 2030. Una correzione che riflette le difficoltà finanziarie e la necessità di razionalizzare le spese.

La situazione interna è ulteriormente complicata da una serie di dimissioni eccellenti. Fidji Simo, responsabile delle applicazioni di OpenAI e artefice del focus sull'enterprise e sulla programmazione, ha annunciato a inizio giugno di prendere un congedo per motivi medici. Poco dopo, Kate Rouch, chief marketing officer, ha comunicato le sue dimissioni per concentrarsi sulla salute, dopo aver sconfitto un tumore. Due perdite che sottolineano non solo la fragilità organizzativa dell'azienda, ma anche le pressioni a cui sono sottoposti i suoi vertici.

Le accuse del New Yorker: OpenAI tra etica e business

In un lungo reportage, il New Yorker ha dipinto OpenAI come un'azienda in balia delle proprie contraddizioni: da un lato, la missione di democratizzare l'AI per il bene dell'umanità; dall'altro, la corsa sfrenata verso profitti e valutazioni miliardarie che hanno portato a decisioni discutibili e a una gestione opaca. L'inchiesta ha evidenziato come la cultura aziendale sia stata compromessa da una leadership sempre più concentrata su obiettivi finanziari a breve termine, trascurando l'innovazione responsabile e la trasparenza.

Con la concorrenza di Anthropic, Mistral AI e altri attori emergenti, OpenAI rischia di perdere non solo quote di mercato, ma anche la fiducia di utenti, investitori e istituzioni. Il futuro dell'azienda, un tempo considerata la punta di diamante dell'AI, appare oggi più incerto che mai.

Fonte: Futurism