Il caso emblematico di Project Jarvis in Florida
Il progetto Sentinel Grove Technology Park, noto come Project Jarvis, avrebbe dovuto sorgere su terreni agricoli abbandonati vicino a Port St. Lucie, in Florida. Con un consumo energetico stimato di 1 gigawatt – sufficiente a soddisfare una città di medie dimensioni – e un investimento di 13,5 miliardi di dollari, il progetto era destinato a diventare uno dei più grandi data center mai realizzati.
Per mitigare le critiche, gli sviluppatori avevano proposto soluzioni come la costruzione di impianti idrici indipendenti e l'arretramento degli edifici di 60 piedi dalla strada per evitare l'impatto visivo. Tuttavia, queste concessioni non sono bastate: a ottobre 2025 il progetto ha perso un voto chiave nella commissione urbanistica locale. A febbraio 2026, gli sviluppatori hanno ritirato la domanda di utilizzo del suolo dopo l'annuncio di nuove regolamentazioni sull'intelligenza artificiale da parte del governatore Ron DeSantis.
Project Jarvis è stato il più grande data center cancellato nel primo trimestre del 2026 a causa dell'opposizione locale, ma non l'unico.
Un record di cancellazioni nel 2026
Secondo un'analisi condotta da Heatmap Pro su comunicati stampa, documenti pubblici e annunci ufficiali, almeno 20 progetti di data center sono stati annullati tra gennaio e marzo 2026. Questi cancellazioni rappresentano un investimento complessivo di oltre 41,7 miliardi di dollari e un consumo energetico di almeno 3,5 gigawatt.
I dati rivelano che la resistenza locale ai data center non solo persiste, ma sta accelerando. Negli Stati Uniti, le proteste contro la costruzione di nuovi impianti stanno crescendo in diversi stati, anche quando i progetti non prevedono l'uso di modelli di intelligenza artificiale. Nel solo primo trimestre del 2025, i ricercatori di Heatmap Pro hanno aggiunto 100 nuove controversie alla loro banca dati, un record assoluto.
Le proteste ottengono risultati
Nel 2025, circa 25 progetti di data center sono stati cancellati a causa di opposizioni locali. Secondo le proiezioni di Heatmap Pro, il 2026 supererà questo numero già nei primi cinque mesi dell'anno.
Negli ultimi tre anni, sono stati cancellati data center per un valore complessivo di oltre 85 miliardi di dollari. Questi dati, raccolti attraverso un'indagine nazionale condotta da Heatmap Pro, includono sia le cancellazioni che le nuove normative locali che limitano la costruzione di tali impianti.
«Questi numeri non erano mai stati resi pubblici prima», ha dichiarato un portavoce di Heatmap Pro. «Abbiamo condotto un'indagine approfondita, contattando ogni contea degli Stati Uniti per raccogliere dati aggiornati sulle opposizioni ai data center».
Le ragioni della crescente opposizione
Le motivazioni dietro la resistenza locale sono molteplici:
- Impatto ambientale: i data center richiedono enormi quantità di acqua e energia, mettendo sotto pressione le risorse locali;
- Inquinamento acustico e visivo: la presenza di edifici di grandi dimensioni e il rumore dei sistemi di raffreddamento disturbano le comunità circostanti;
- Preoccupazioni economiche: molti residenti temono che i benefici economici promessi non si concretizzino, mentre i costi ambientali e sociali rimangono a carico delle comunità;
- Mancanza di trasparenza: i cittadini spesso non vengono adeguatamente informati sulle implicazioni dei progetti.
«La gente non è più disposta a sacrificare il proprio territorio per progetti che non portano reali benefici alle comunità locali». — Portavoce di Heatmap Pro
Cosa riserva il futuro?
Con il continuo aumento della domanda di infrastrutture digitali, la costruzione di data center rimane una priorità per molte aziende. Tuttavia, la crescente opposizione locale sta costringendo gli sviluppatori a rivedere i propri piani. Alcuni stati stanno già introducendo normative più stringenti per limitare l'impatto di questi impianti.
Secondo gli analisti, il fenomeno è destinato a crescere nei prossimi mesi, con sempre più progetti che rischiano di essere bloccati o cancellati a causa della resistenza delle comunità.