Il Pentagono ha avviato una serie di accordi riservati con alcune delle principali aziende tecnologiche al mondo, tra cui OpenAI, Google, Microsoft, Amazon, Nvidia, oltre a xAI di Elon Musk e la startup Reflection. Questi accordi permettono all’agenzia di utilizzare i loro strumenti di intelligenza artificiale in contesti militari e di sicurezza nazionale, come annunciato ufficialmente venerdì.

Tuttavia, tra le società coinvolte non figura Anthropic, che in passato aveva collaborato con il Dipartimento della Difesa per progetti classificati. La decisione di escluderla è stata motivata da rischi legati alla catena di fornitura, secondo quanto riportato dalle fonti.

Questi accordi rappresentano un’estensione di precedenti intese già in essere con OpenAI e xAI, che avevano già stipulato contratti per l’uso “legittimo” dei loro sistemi di IA. Secondo una report di The Information, anche Google avrebbe raggiunto un’intesa simile, mentre il Wall Street Journal ha sottolineato come il Dipartimento della Difesa stia progressivamente integrando l’IA nei propri processi decisionali e operativi.

La scelta di collaborare con questi attori tecnologici riflette la crescente importanza dell’intelligenza artificiale nel settore della difesa, dove l’innovazione è considerata cruciale per mantenere un vantaggio strategico. Tuttavia, la decisione di escludere Anthropic solleva interrogativi sui criteri di selezione e sulla gestione dei rischi associati all’adozione di tecnologie esterne in ambiti sensibili.

«L’adozione di sistemi di IA affidabili e sicuri è fondamentale per la modernizzazione delle forze armate statunitensi», ha dichiarato un portavoce del Dipartimento della Difesa, sottolineando l’impegno dell’agenzia nel garantire standard elevati di sicurezza e trasparenza.

Questi sviluppi arrivano in un momento in cui il governo statunitense sta accelerando gli investimenti in tecnologie emergenti, con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione geopolitica. Tuttavia, la gestione dei dati sensibili e la protezione delle infrastrutture critiche rimangono priorità assolute, soprattutto in un contesto internazionale sempre più competitivo.