Le bollette energetiche stanno aumentando per quasi tutte le famiglie, ma chi ancora utilizza sistemi di riscaldamento elettrico tradizionale o scaldacqua elettrici obsoleti risente maggiormente dell’incremento dei costi. Un recente studio dell’organizzazione no-profit RMI, specializzata in energia, analizza i vantaggi economici e ambientali derivanti dalla transizione verso le pompe di calore.
Secondo l’analisi, una casa unifamiliare potrebbe risparmiare in media 1.530 euro all’anno, per un totale di 23.000 euro nell’arco della vita utile della pompa di calore. Se tutti i potenziali utenti statunitensi effettuassero il passaggio, i risparmi complessivi supererebbero 20 miliardi di euro annui, con una riduzione di circa 38 milioni di tonnellate di CO₂. Lo studio non include gli edifici condominiali a causa di limiti modellistici, ma il risparmio potenziale sarebbe ancora maggiore.
Vantaggi per la rete elettrica e l’ambiente
La transizione massiccia dai vecchi sistemi elettrici alle pompe di calore contribuirebbe anche a alleviare la pressione sulla rete elettrica, soprattutto durante i picchi di consumo. Ryan Shea, responsabile del team edifici a zero emissioni di RMI, spiega:
«I riscaldatori elettrici tradizionali funzionano come un enorme tostapane: sono estremamente inefficienti, ma ancora molto diffusi. In circa 25 milioni di abitazioni americane vengono utilizzati per il riscaldamento, mentre 57 milioni li impiegano per l’acqua calda».
Le pompe di calore, invece, sono fino a tre volte più efficienti perché trasferiscono il calore anziché generarlo. Inoltre, i modelli più recenti sono circa il 20% più efficienti rispetto ai vecchi condizionatori. Lo strumento Green Upgrade Calculator di RMI consente di stimare i risparmi specifici per ogni indirizzo.
Dove conviene di più passare alle pompe di calore?
I risparmi più consistenti si registrano nelle aree con climi freddi e bollette elettriche elevate, come il Nord-Est degli Stati Uniti, dove il rientro dell’investimento può avvenire in pochi anni. Tuttavia, il passaggio è vantaggioso ovunque siano ancora in uso sistemi di riscaldamento elettrico tradizionale.
In Texas, dove questa tecnologia rimane molto diffusa, i proprietari di casa potrebbero risparmiare quasi 2 miliardi di euro all’anno se tutti effettuassero l’aggiornamento. Una transizione su larga scala in questo Stato potrebbe ridurre la domanda di picco invernale di 7,5 gigawatt, l’equivalente di 25 centrali a gas, migliorando l’affidabilità della rete e prevenendo blackout come quelli verificatisi durante la Tempesta Uri, che lasciò senza elettricità 4,5 milioni di texani.
Altri sistemi di riscaldamento: quali alternative?
Sebbene lo studio si concentri sui sistemi elettrici tradizionali, il calcolatore di RMI stima anche i risparmi potenziali per altri tipi di impianti, come quelli a gasolio, propano o gas naturale. Questi ultimi possono risultare più economici in alcune zone, ma i prezzi sono soggetti a forte volatilità. Inoltre, molti Stati e utility locali offrono incentivi generosi per incentivare la transizione verso fonti rinnovabili e sistemi più efficienti.