Le portaerei statunitensi potrebbero presto ospitare armi laser ad alta energia, come dimostrato da un recente test a bordo della USS George HW Bush. Secondo la Marina militare americana, il sogno di «un laser su ogni nave» sta diventando realtà, grazie a un sistema innovativo che ha neutralizzato più droni durante una prova operativa nel 2025.

Un test storico a bordo della USS George HW Bush

Nel mese di aprile 2024, la Marina statunitense ha pubblicato immagini che mostrano un sistema laser Palletized High Energy Laser (P-HEL) da 20 kilowatt posizionato sul ponte di volo della portaerei USS George HW Bush. Il dispositivo, sviluppato da AV (ex BlueHalo) e fornito dall’Ufficio per le Capacità Rapide e le Tecnologie Critiche dell’Esercito (RCCTO), ha superato un test operativo nell’ottobre 2025 nell’Oceano Atlantico.

Durante la prova, il sistema ha tracciato, ingaggiato e neutralizzato più droni, inclusi sciami di velivoli senza pilota, come confermato da un comunicato stampa di AV. «Questo risultato rappresenta una pietra miliare verso l’impiego di sistemi energetici diretti su tutte le piattaforme navali», ha dichiarato John Garrity, vicepresidente di AV per i sistemi energetici diretti.

Vantaggi delle portaerei per le armi laser

Il test sulla Bush ha evidenziato due principali vantaggi delle portaerei rispetto ad altre navi da guerra:

  • Alimentazione elettrica illimitata: Le portaerei nucleari, come la Bush, dispongono di reattori in grado di fornire energia costante e sufficiente per alimentare sistemi laser ad alta potenza, a differenza dei cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, che devono gestire richieste energetiche elevate da radar come l’AN/SPY-6.
  • Modularità e flessibilità: Il sistema P-HEL è containerizzato e può essere installato rapidamente sul ponte di volo, senza necessità di integrazione permanente nei sistemi di combattimento della nave. Questo approccio si allinea alla visione dell’ammiraglio Daryl Caudle, capo delle operazioni navali, che punta a una flotta modulare e adattabile.

Le sfide delle armi laser sulle navi militari

Nonostante i progressi, l’impiego di armi laser sulle navi presenta alcune criticità:

  • Consumo energetico: Anche se le portaerei possono gestire la potenza richiesta, altre navi come i cacciatorpediniere potrebbero incontrare difficoltà a causa dei loro sistemi radar e di difesa aerea ad alta richiesta energetica.
  • Gestione dello spazio: Le portaerei hanno ampi ponti di volo, ma l’installazione di sistemi laser potrebbe limitare le operazioni aeree, soprattutto durante missioni critiche.
  • Efficacia contro minacce avanzate: I droni e i missili moderni rappresentano sfide complesse per i laser, che devono essere costantemente aggiornati per contrastare nuove minacce.

Il futuro delle armi laser nella Marina statunitense

Il successo del test sulla Bush apre la strada a ulteriori sperimentazioni su altre piattaforme navali. Oltre alle portaerei, l’Esercito statunitense sta già impiegando sistemi laser come il LOCUST su veicoli tattici, mentre il Corpo dei Marines ha recentemente stipulato un contratto con AV per integrare un sistema simile su un Joint Light Tactical Vehicle (JLTV).

«Stiamo lavorando a stretto contatto con la Marina per valutare l’impiego di questi sistemi anche sui sottomarini», ha dichiarato un rappresentante di AV, sottolineando l’interesse per una diffusione capillare delle armi laser in tutti gli ambiti operativi.

Conclusioni

Le portaerei si confermano come piattaforme ideali per le armi laser grazie alla loro capacità energetica e flessibilità, ma la loro integrazione richiede una pianificazione attenta per bilanciare le esigenze operative con i vincoli tecnologici. Con ulteriori test e sviluppi, queste armi potrebbero rivoluzionare la guerra navale nei prossimi anni.