Nei casinò tradizionali, è risaputo che la casa vince sempre. Nei mercati di previsione come Kalshi e Polymarket, la dinamica è simile, ma con una differenza sostanziale: al posto del banco, a dominare sono pochi trader altamente specializzati. Le loro vincite sono finanziate dalla massa degli utenti occasionali, che statisticamente sono quasi sempre in perdita.

Uno studio recente condotto da ricercatori della London Business School e di Yale ha analizzato oltre 1,7 milioni di account e 13,76 miliardi di dollari in scommesse. Il risultato è sorprendente: solo il 3,14% degli utenti genera la maggior parte dei profitti, mentre il restante 96,86% perde denaro. Su Polymarket, con circa 700.000 utenti attivi al mese, significa che appena 21.000 trader esperti si spartiscono la maggior parte dei guadagni.

Gli autori dello studio hanno verificato la coerenza delle vincite di ogni utente. Nonostante molti abbiano ottenuto profitti occasionali, solo il 3,14% ha dimostrato una capacità predittiva superiore al caso, permettendo loro di accaparrarsi oltre il 30% dei profitti disponibili. Al contrario, oltre i due terzi dei giocatori sono in perdita netta, trasferendo indirettamente i loro fondi a questa élite di trader.

Il lavoro dei ricercatori non solo conferma che scommettere è un gioco a perdere, ma smonta anche il mito della ‘saggezza della folla’. Secondo questa convinzione diffusa, le previsioni accurate deriverebbero dalla condivisione delle conoscenze di milioni di persone. In realtà, la maggior parte dei mercati di previsione funziona come un sistema in cui la massa finanzia una ristretta cerchia di esperti, molti dei quali potrebbero avere accesso a informazioni privilegiate.

Questa scoperta solleva dubbi sulla trasparenza e l’equità di piattaforme come Polymarket, dove la maggior parte degli utenti rischia di perdere denaro senza possibilità di competere ad armi pari con i trader più esperti.

Fonte: Futurism