Un nuovo studio evidenzia come il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 negli adulti tra i 18 e i 40 anni affetti da prediabete sia estremamente variabile. In particolare, coloro che presentano livelli elevati di glicemia a digiuno e che potrebbero essere candidati ai trattamenti con agonisti del recettore GLP-1 (GLP-1RA) hanno un rischio significativamente più alto di progredire verso il diabete di tipo 2 entro cinque anni.
La ricerca, presentata in anteprima durante le American Heart Association’s EPI|Lifestyle Scientific Sessions 2026 (17-20 marzo), suggerisce che un approccio preventivo precoce e personalizzato sia fondamentale per ridurre l’insorgenza della malattia e le sue gravi complicanze, tra cui malattie cardiache, renali e ictus.
Attualmente, oltre 115 milioni di statunitensi hanno prediabete, ma circa l’80% di essi non ne è consapevole a causa dell’assenza di sintomi evidenti. Diagnosticare tempestivamente questa condizione e intervenire con modifiche dello stile di vita, come una dieta equilibrata, attività fisica regolare, un sonno adeguato e la gestione dello stress, può prevenire o ritardare lo sviluppo del diabete di tipo 2.
I risultati dello studio
I ricercatori hanno analizzato i dati di 662 giovani adulti con prediabete, seguiti per una media di sette anni. I partecipanti provenivano da tre importanti studi statunitensi: lo Hispanic Community Health Study/Study of Latinos, lo Coronary Artery Risk Development in Young Adults e lo Framingham Heart Study Third Generation.
Il team ha valutato i livelli di glicemia a digiuno (tra 100 e 125 mg/dL) per definire il prediabete, mentre i dati sull’emoglobina glicata (A1c), che riflettono la media glicemica degli ultimi due-tre mesi, non erano disponibili per questa analisi. Oltre ai valori glicemici, sono stati raccolti dati su BMI, profili lipidici e pressione sanguigna durante le visite di studio, effettuate tra il 1985 e il 2011, prima dell’approvazione da parte della FDA dei farmaci GLP-1RA per la gestione del peso.
Gli studiosi hanno applicato i criteri FDA attuali per la prescrizione dei GLP-1 per la perdita di peso, che includono:
- Un BMI pari o superiore a 30 kg/m² (obesità);
- Un BMI pari o superiore a 27 kg/m² (sovrappeso) associato ad almeno una condizione correlata al peso, come colesterolo alto o ipertensione.
Utilizzando questi parametri, il team ha stimato il rischio a cinque anni di progressione dal prediabete al diabete di tipo 2, identificando sottogruppi di popolazione che potrebbero trarre maggiore beneficio da interventi mirati.
L’importanza di un approccio personalizzato
Secondo gli esperti, questi risultati sfidano l’approccio tradizionale "taglia unica" nella prevenzione del diabete.
«I giovani adulti con prediabete non rappresentano un gruppo omogeneo. Identificare chi ha un rischio più elevato consente di intervenire con strategie su misura, riducendo così le complicanze a lungo termine»,ha dichiarato uno dei principali autori dello studio.
La prevenzione rimane la strategia più efficace: modifiche dello stile di vita, monitoraggio regolare della glicemia e, in alcuni casi, l’uso di farmaci come i GLP-1 possono fare la differenza. Tuttavia, la consapevolezza del prediabete rimane bassa, rendendo fondamentale campagne di screening e informazione mirate.