Il processo penale contro Stefon Diggs, ricevitore free agent accusato di aggressione nei confronti della sua ex compagna Mila Adams, è entrato nel vivo lunedì. Il dibattimento riprenderà martedì mattina con il prosieguo dell'esame incrociato della testimone.

La prima giornata è stata dedicata alla selezione della giuria, alle dichiarazioni di apertura e alla testimonianza della presunta vittima, Mila Adams. Secondo quanto riferito, Adams ha dichiarato che Diggs l’avrebbe schiaffeggiata e strangolata nel dicembre 2025, affermazioni che la difesa nega categoricamente.

Le dichiarazioni di apertura sono state brevi e poco incisive. La procura sostiene che Diggs abbia aggredito e strangolato Adams, mentre l’avvocato difensore afferma che l’episodio non sia mai avvenuto. Adams ha completato l’esame diretto nel pomeriggio di lunedì, ma il processo è stato sospeso durante l’esame incrociato da parte della difesa.

I punti chiave emersi dal primo giorno di processo

In qualità di ex avvocato con 19 anni di esperienza in aule di tribunale, emergono alcuni elementi significativi:

  • La credibilità della testimone: Adams ha descritto dettagli specifici, come l’aver urinato durante l’aggressione, un dettaglio che difficilmente sarebbe stato inventato da chi cerca di costruire una falsa accusa.
  • Le risposte fuori tema: Adams ha più volte aggiunto informazioni non richieste, ignorando le indicazioni del giudice di rispondere solo alle domande poste. Questo comportamento può indurre la giuria a dubitare della sua versione dei fatti.
  • Un atteggiamento troppo combattivo: Durante l’esame incrociato, Adams ha cercato di controbattere a ogni domanda, trasformandosi da testimone neutrale a sostenitrice della propria versione. Questo approccio può indebolire la sua credibilità.
  • Domande disorganizzate: La difesa ha faticato a contestare in modo coerente la versione di Adams, con domande che spaziavano su argomenti poco rilevanti rispetto all’accusa principale di aggressione e strangolamento.

La strategia della difesa e il futuro di Diggs

La domanda principale ora è se Diggs deciderà di testimoniare. La sua scelta è delicata: se da un lato testimoniare gli permetterebbe di difendersi direttamente, dall’altro lo esporrebbe a un controesame potenzialmente devastante da parte della procura. Un errore potrebbe compromettere l’intera strategia difensiva.

La difesa sta cercando di evidenziare incoerenze nella testimonianza di Adams, ma molti dei punti sollevati sembrano irrilevanti rispetto all’accusa principale. L’obiettivo è dimostrare che Adams abbia mentito sotto giuramento, ma finora le contraddizioni emerse non sembrano sufficienti a scardinare la sua versione dei fatti.

Per ora, la strategia sembra concentrarsi su dettagli secondari, come presunte discrepanze in altri aspetti della sua testimonianza, piuttosto che sull’episodio dell’aggressione vera e propria. Resta da vedere se queste tattiche saranno efficaci nel convincere la giuria.