Ted Turner, leggendario imprenditore e filantropo, è scomparso mercoledì all’età di 87 anni. La sua eredità è vastissima: fondatore della CNN, pioniere della televisione via satellite e proprietario di importanti franchigie sportive, Turner ha lasciato un segno indelebile in diversi settori. Tra le sue imprese più celebri, spicca anche un insolito capitolo sportivo: la sua breve esperienza come manager dei Atlanta Braves, durata appena un giorno.

Dall’advertising alla nascita di CNN

Turner iniziò la sua carriera guidando l’agenzia pubblicitaria di famiglia, la Turner Advertising Company. Da lì, trasformò WTBS nella prima “superstation” a diffusione nazionale negli Stati Uniti, rivoluzionando il modo di fare televisione ben prima della nascita della CNN. Tuttavia, la sua influenza non si limitò ai media: Turner fu anche un protagonista nel mondo dello sport, con investimenti in wrestling professionistico e nella proprietà di squadre di Atlanta, tra cui i Braves, gli Hawks e i Thrashers.

I Braves e la gestione rivoluzionaria

Negli anni ’70, Turner costruì un impero televisivo nel Sud degli Stati Uniti, che in seguito confluì sotto l’egida di TBS. Fu proprio in questo periodo che raggiunse un accordo con i Braves per trasmettere le loro partite su WTCG, una delle sue emittenti, che grazie alla tecnologia satellitare raggiungeva quasi due milioni di famiglie. Turner sfruttò questa posizione per espandere i diritti mediatici della squadra in 24 stati, creando una sorta di monopolio che gli permise di acquistare la franchigia, insieme agli Hawks, prima dell’inizio della stagione 1976.

Turner non fu mai un proprietario passivo. Nel 1977, suscitò polemiche firmando un accordo con Gary Matthews, giocatore dei San Francisco Giants, prima della scadenza del suo contratto. La MLB, sotto la presidenza di Bowie Kuhn, lo sospese per un anno per interferenza contrattuale. Nonostante ciò, Turner continuò a gestire la squadra, portandola anche in tribunale per contestare la sospensione.

Il giorno in cui Turner divenne manager

Il 11 maggio 1977, i Braves erano in una fase difficile: 8 vittorie e 21 sconfitte, con una striscia negativa di 16 partite consecutive. Dopo aver perso un doppio incontro il giorno precedente, Turner decise di prendere in mano la situazione. Durante gli allenamenti, si rivolse al manager Dave Bristol dicendogli di prendersi dieci giorni di pausa. Poi, con un gesto inaspettato, annunciò: «Oggi guido io la squadra».

«Stavo finendo di battere nella gabbia, quando Ted uscì dal dugout e mi passò dietro. Gli dissi scherzando: “Ted, che ruolo vuoi giocare?”. Lui rispose: “Oggi sono il manager”. Fu un momento surreale».

Phil Niekro, lanciatore dei Braves e futuro membro della Hall of Fame, ricorda così quel giorno.

Turner guidò la squadra in campo, indossando la divisa e prendendo decisioni in panchina. Nonostante la sconfitta contro i Pittsburgh Pirates, quel gesto rimase nella storia dello sport come uno dei più eccentrici e memorabili della carriera di Turner.

Un’eredità senza confini

Turner non fu solo un imprenditore di successo, ma anche un filantropo impegnato in cause ambientali e sociali. La sua visione innovativa ha trasformato non solo l’industria dei media, ma anche il modo di concepire lo sport e la televisione. La sua breve esperienza come manager dei Braves, seppur effimera, è diventata parte integrante della sua leggenda, dimostrando ancora una volta il suo approccio anticonformista e determinato.