Marvel Studios ha appena pubblicato The Punisher: One Last Kill, il terzo Special Presentation dopo Werewolf by Night e Guardians of the Galaxy Holiday Special, che arriva su Disney+ in un momento cruciale. Dopo il finale della seconda stagione di Daredevil: Born Again, molti spettatori hanno espresso la propria frustrazione per l'approccio troppo compassionevole di Matt Murdock, che ha risparmiato Kingpin e Bullseye invece di eliminarli. Ora, Frank Castle offre una risposta violenta e senza compromessi.

Un inizio brutale per un episodio intenso

L'episodio si apre con una scena disturbante: un senzatetto viene derubato del suo cane, gettato sotto un camion. Uomini picchiano donne per strada, negozi vengono rapinati. Ma Castle, ancora segnato dal disturbo da stress post-traumatico, è troppo immerso nelle sue allucinazioni per intervenire. Tra i suoi tormenti, compare anche Karen Page, la fidanzata di Murdock, interpretata da Deborah Ann Woll. Tuttavia, l'assalto al suo condominio lo costringe a uscire dal suo torpore.

Castle contro il crimine: nessuna pietà

Da questo momento, l'episodio diventa una maratona di violenza controllata. Castle uccide, ferisce e neutralizza una lunga serie di criminali, tutti legati alla famiglia Gnucci, decimata in precedenza. L'obiettivo non è solo la vendetta personale, ma anche la protezione di due persone care: Bubbles, il personaggio di The Wire interpretato da Andre Royo, e una bambina che gli ricorda sua figlia morta. Castle dimostra così che, nonostante la sua natura violenta, può ancora fare del bene.

Il contrasto con Daredevil: grazia vs. vendetta

Il vero punto di forza di The Punisher: One Last Kill è il suo netto contrasto con Daredevil: Born Again. Mentre Matt Murdock, pesantemente segnato dalla colpa cattolica, crede nella redenzione e nella salvezza anche per i suoi nemici, Castle rappresenta l'estremo opposto: nessuna pietà, nessuna seconda possibilità. La sua filosofia è semplice: se i criminali non possono essere salvati, devono essere eliminati.

Questo approccio, seppur estremo, risponde a una domanda che molti fan si sono posti durante la visione di Born Again: perché Murdock non uccide semplicemente Kingpin o Bullseye? La risposta è chiara in One Last Kill: perché Castle lo farebbe senza esitazione.

Un episodio che chiude un ciclo

Essendo un Special Presentation autoconclusivo, The Punisher: One Last Kill non si preoccupa di intrecciare trame complesse. Si tratta di un episodio di 45 minuti che offre esattamente ciò che promette: violenza, azione e una rivalsa personale per Frank Castle. Non ci sono eroi che perdonano, non ci sono redenzioni forzate. Solo un uomo che fa ciò che sa fare meglio: uccidere.

"Se Murdock fosse stato in Avengers: Endgame, avrebbe combattuto contro Iron Man e il resto della squadra".
— Meme virale dopo il finale di Daredevil: Born Again

Perché questo episodio piace ai fan

Dopo la conclusione di Born Again, molti spettatori hanno manifestato la propria insoddisfazione per l'approccio troppo compassionevole di Murdock. The Punisher: One Last Kill arriva come un sollievo, offrendo una dose di violenza necessaria per bilanciare la narrazione. Castle non si ferma davanti a nulla, e questo è esattamente ciò che molti fan volevano vedere.

In un universo Marvel sempre più orientato verso la redenzione e la speranza, One Last Kill rappresenta un ritorno alle origini: un antieroe che agisce nell'ombra, senza regole, senza pietà. Un episodio che, pur non essendo perfetto, soddisfa le aspettative di chi cercava una risposta alla frustrazione accumulata durante la visione di Born Again.