Un memorandum interno della Casa Bianca, che autorizzerebbe la cancellazione di messaggi tra funzionari governativi, è al centro di una nuova denuncia contro l'ex presidente Donald Trump. La causa è stata avviata da due organizzazioni di controllo: Citizens for Responsibility and Ethics in Washington e Freedom of the Press Foundation.

Secondo il documento, i messaggi tra funzionari potrebbero essere eliminati, nonostante una legge federale – il Presidential Records Act – che impone la conservazione di tali comunicazioni. Il memorandum sostiene che i messaggi non devono essere archiviati a meno che non siano «l’unico record di una decisione ufficiale».

Le accuse delle organizzazioni

Le due organizzazioni hanno presentato la denuncia venerdì, sostenendo che il memorandum «santifica» la discrezionalità dell’amministrazione Trump nel decidere quali documenti diventino parte della storia americana.

«Questi messaggi catturano l’operato quotidiano dell’ufficio più potente del paese – e forse del mondo»
, ha dichiarato Lauren Harper della Freedom of the Press Foundation al New York Times.

Il contesto giuridico e le polemiche

La vicenda si inserisce in un clima di crescente tensione sulla gestione dei documenti ufficiali. Solo pochi giorni prima, il Dipartimento di Giustizia aveva sostenuto che il Presidential Records Act, introdotto dopo lo scandalo Watergate, fosse incostituzionale. Il giorno successivo, la Casa Bianca ha diffuso il memorandum in questione, ampliando le eccezioni anche alle email personali e alle procedure di archiviazione generale.

Precedenti controversi

Questo non è il primo episodio di gestione discutibile dei documenti da parte dell’amministrazione Trump. L’ex presidente è stato più volte criticato per aver distrutto documenti ufficiali, arrivando a lasciare frammenti di carta sul pavimento della Casa Bianca. Inoltre, è stato incriminato per aver portato con sé documenti classificati nella sua residenza in Florida dopo la sconfitta elettorale del 2020.