Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato sabato un decreto esecutivo con l'obiettivo di accelerare i trattamenti medici per gravi disturbi mentali, facilitando l'approvazione regolatoria di sostanze psichedeliche come l'iboga e altre che hanno mostrato potenziale come catalizzatori terapeutici. Nonostante le promesse di queste riforme storiche, la maggior parte degli americani che utilizzano sostanze psichedeliche rimarrà comunque dalla parte sbagliata della legge.

Trump, infatti, sembra dare per scontato che gli statunitensi possano usare queste sostanze solo per motivi riconosciuti dal governo. Chiunque si discosti da questa visione rischia di essere considerato un criminale, con conseguenti arresti, processi e pene severe per aver esercitato la propria sovranità sul proprio corpo e sulla propria mente.

Un esempio emblematico è quello dei veterani di guerra, molti dei quali hanno trovato nell'iboga, derivata dalla radice di un arbusto africano, un sollievo immediato dai sintomi del disturbo da stress post-traumatico (PTSD). «Ha cambiato completamente la mia vita in meglio», ha dichiarato l'ex Navy SEAL Marcus Luttrell, protagonista del libro Lone Survivor e fonte d'ispirazione per il film omonimo del 2013. Anche suo fratello gemello, il deputato repubblicano Morgan Luttrell (Texas), ex Navy SEAL, ha confermato: «Sono rinato. È una delle cose più straordinarie che mi siano mai successe».

Entrambi hanno vissuto questa esperienza trasformativa in una clinica in Messico, poiché l'iboga è vietata negli Stati Uniti. Allo stesso modo, i 30 partecipanti a uno studio pubblicato su Nature Mental Health hanno ottenuto risultati significativi: l'iboga, combinata con magnesio per mitigare gli effetti collaterali cardiaci, ha ridotto in modo sicuro ed efficace PTSD, ansia e depressione, migliorando le funzioni cognitive in veterani con lesioni cerebrali traumatiche.

La ricerca sull'iboga, nota anche per il suo potenziale nel trattamento delle dipendenze, è ancora limitata, ma le evidenze a supporto di altre sostanze come l'MDMA (per il PTSD) e la psilocibina (per la depressione) sono così solide che la FDA le ha già classificate come «terapie rivoluzionarie». Se approvate come farmaci su prescrizione, alcune persone potranno finalmente accedere legalmente a questi trattamenti, a patto di ottenere una diagnosi e una ricetta medica.

Ma cosa succede a chi non può o non vuole seguire questo percorso? Secondo un sondaggio del 2023 condotto dal RAND Corporation sugli utenti di psilocibina, le motivazioni più comuni includono il divertimento (59%), il miglioramento della salute mentale (49%), lo sviluppo personale (45%), la curiosità (43%) e la crescita spirituale (41%). Queste ragioni, pur non rientrando nei criteri medici promossi da Trump, non sono affatto superficiali. Anzi, un articolo in pubblicazione sulla Cornell Law Review sottolinea che il divieto delle sostanze psichedeliche viola il Primo Emendamento, in particolare il diritto alla «scoperta epistemica», che protegge la libertà di esplorare nuove forme di conoscenza e di esperienza.

Fonte: Reason