Tucker Carlson, ex volto di Fox News e uno dei più influenti opinionisti conservatori degli ultimi anni, ha ammesso pubblicamente di aver sbagliato a sostenere Donald Trump per tutto il tempo. In un episodio del suo podcast The Tucker Carlson Show, trasmesso lunedì, ha dichiarato:

"Non basta dire 'ho cambiato idea' o 'è sbagliato, me ne vado'. Voglio chiedere scusa per aver fuorviato le persone."

Carlson ha aggiunto di sentirsi tormentato per il ruolo avuto nell’aiutare Trump a vincere le elezioni presidenziali del 2016. Durante la puntata, ha coinvolto anche il fratello Buckley, ex autore dei discorsi di Trump nel 2015, che avrebbe compreso appieno il dolore per il tradimento attuale.

Nonostante le sue dichiarazioni, le sue azioni sembrano smentire la tesi dell’errore involontario. Carlson, infatti, ha ripetutamente diffuso fake news e propaganda pro-Trump, raggiungendo milioni di spettatori. Nel 2020, il suo show registrava una media di oltre 5 milioni di telespettatori a sera.

Tra le affermazioni più controverse:

  • Sostenere la teoria del complotto della ‘grande sostituzione’, secondo cui le minoranze etniche sarebbero state portate negli Stati Uniti per sostituire gli elettori bianchi e indebolire il Partito Repubblicano;
  • Diffondere false accuse di frode elettorale in Georgia dopo le elezioni del 2020;
  • Promuovere discorsi razzisti e anti-immigrazione.

Il punto di rottura per Carlson è arrivato con l’attacco di Trump all’Iran e le sue recenti dichiarazioni religiose su Truth Social, che hanno scatenato una reazione pubblica. Carlson ha definito l’accaduto una ‘derisione del cristianesimo’.

Negli ultimi mesi, l’ex opinionista ha avviato una strategia di redenzione pubblica. Dopo che Trump ha attaccato pubblicamente il Papa Leone XIV per le sue critiche alla guerra in Iran, Carlson ha reagito duramente, arrivando a chiedersi se Trump non fosse ‘l’Anticristo’. In un episodio del 15 aprile, ha dichiarato:

"Potrebbe essere l’Anticristo? Beh, chi può dirlo? È la mia conclusione."

La sua evoluzione, tuttavia, non convince tutti. Carlson si unisce a una lunga lista di commentatori conservatori che ora cercano di prendere le distanze da Trump, tra cui Marjorie Taylor Greene, Candace Owens, Alex Jones e Megyn Kelly. Ma dietro questa apparente conversione si nasconde una strategia ben precisa: cavalcare l’onda del malcontento per mantenere rilevanza e audience.

Secondo gli analisti, questi opinionisti stanno semplicemente applicando una nuova versione della ‘tecnica del deal’ di Trump: sfruttare le critiche per posizionarsi come ‘paladini della moralità’, mentre in realtà puntano a monetizzare l’indignazione dei loro follower.