Le vendite di auto elettriche in Europa hanno registrato un’impennata del 51% a marzo, mentre negli Stati Uniti il mercato dei veicoli a zero emissioni arranca, con un calo del 27% nel primo trimestre del 2024. Il divario tra i due continenti si amplia, evidenziando strategie e incentivi diversi.

L’Europa accelera: un’auto su quattro venduta è elettrica

Secondo i dati recenti, a marzo 2024 le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria nei 15 principali mercati dell’UE e dell’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA) sono cresciute del 51% su base annua. I prezzi dei carburanti tradizionali, saliti di circa un quinto, hanno spinto milioni di automobilisti europei verso le auto elettriche.

Nel solo mese di marzo, sono state registrate oltre 224.000 auto elettriche, pari al 22% di tutte le nuove immatricolazioni. Nel primo trimestre, il totale ha superato le 500.000 unità, con una crescita del 33,5% rispetto allo stesso periodo del 2023. Un risultato straordinario, che riflette un cambiamento strutturale nel mercato automobilistico europeo.

Crescita diffusa in tutta Europa

L’aumento delle vendite di EV non si limita a pochi paesi. In Germania, le immatricolazioni sono cresciute del 42% nei primi mesi dell’anno, sostenute da nuovi incentivi statali. La Francia mantiene una forte presenza, con una quota del 28% di auto elettriche a marzo. L’Italia, tradizionalmente più lenta nell’adozione di questa tecnologia, ha registrato un balzo del 65%. Anche la Polonia ha superato il 40% di crescita.

I paesi nordici guidano la transizione

Nei paesi scandinavi, la transizione verso l’elettrico è ancora più marcata. In Danimarca, le auto elettriche hanno rappresentato il 76,6% delle nuove immatricolazioni a marzo. La Finlandia si avvicina al 50%, mentre la Norvegia continua a essere un caso a parte: il 98,4% delle nuove auto registrate nel mese è elettrico, un dato che anticipa di oltre un decennio gli obiettivi europei.

Negli USA il mercato EV frena: vendite in calo del 27%

Mentre l’Europa accelera, gli Stati Uniti mostrano segnali opposti. Nonostante l’aumento dei prezzi della benzina, anche in seguito alle tensioni geopolitiche, le vendite di veicoli elettrici sono crollate del 27% nel primo trimestre del 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo 216.399 EV sono state vendute tra gennaio e marzo, un dato pesantemente influenzato dalla revoca del credito d’imposta federale da 7.500 dollari, avvenuta a settembre 2023.

La rimozione degli incentivi ha spinto molti acquirenti verso le auto a combustione interna. Alcune case automobilistiche, tuttavia, hanno registrato performance positive. Toyota ha visto un aumento del 79%, Lexus del 207% e Rivian del 21%. Al contrario, marchi come Audi, BMW, Mercedes, Porsche, Ford, Volkswagen, Jeep e Genesis hanno subito cali drastici, fino al 93% in alcuni casi.

Il caso Porsche e Hyundai

Tra i marchi che hanno sofferto maggiormente, Porsche ha registrato un crollo delle vendite di EV, così come Hyundai. La rimozione degli incentivi ha reso i veicoli elettrici meno accessibili, costringendo molti consumatori a ripiegare su modelli tradizionali. Questo fenomeno evidenzia la fragilità del mercato statunitense, dove la transizione verso l’elettrico dipende fortemente dagli incentivi pubblici.

In Europa, invece, la combinazione di prezzi elevati dei carburanti e incentivi statali sta accelerando la transizione verso la mobilità elettrica, con risultati che superano ogni aspettativa.