La legge SB24-205 del Colorado, la prima nel suo genere negli Stati Uniti, avrebbe dovuto entrare in vigore a giugno 2024 per regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) e prevenire discriminazioni nei settori dell’impiego e dell’edilizia. Tuttavia, xAI, la società di Elon Musk che possiede anche X (ex Twitter) e SpaceX, ha presentato una causa per bloccarne l’applicazione, sostenendo che impone requisiti eccessivi e viola i diritti costituzionali.
Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha recentemente appoggiato la posizione di xAI, affermando che la legge viola le normative federali sulla parità di trattamento. In particolare, l’amministrazione Trump contesta la clausola che consente l’uso dell’IA per «aumentare la diversità o correggere discriminazioni storiche», definendola una forma di discriminazione inversa.
«Le leggi che costringono le aziende di IA a integrare ideologie woke di DEI nei loro prodotti sono illegali», ha dichiarato Harmeet Dhillon, viceprocuratore generale, in una nota ufficiale. «Il Dipartimento di Giustizia non resterà a guardare mentre stati come il Colorado costringono i nostri innovatori tecnologici a sviluppare prodotti dannosi che promuovono una visione radicale e di sinistra in contrasto con la Costituzione».
Il governatore del Colorado, Jared Polis, aveva già espresso preoccupazioni sulla legge, temendo che potesse «soffocare l’innovazione e scoraggiare la concorrenza» se applicata solo a livello statale, senza un quadro normativo federale più ampio.
La posizione del Dipartimento di Giustizia si allinea con la politica dell’amministrazione Trump, che mira a promuovere l’innovazione nell’IA senza vincoli normativi. Già a dicembre 2023, Trump aveva firmato un ordine esecutivo per annullare le regolamentazioni sull’IA più restrittive, citando esplicitamente la legge del Colorado come esempio di normativa eccessiva. In seguito, il Dipartimento di Giustizia ha istituito una Task Force per la Litigazione sull’IA con l’obiettivo di contrastare le leggi statali che limitano lo sviluppo tecnologico.
Oltre alle implicazioni per l’innovazione, questa vicenda rappresenta un ulteriore attacco alle politiche di diversità, equità e inclusione (DEI) promosse dal governo federale. Trump ha già preso di mira le iniziative DEI in diversi settori, sia pubblici che privati, esercitando pressioni su agenzie indipendenti come la Equal Employment Opportunity Commission (EEOC).