È venuta a mancare Nancy Cox, una delle più autorevoli esperte mondiali di influenza e punto di riferimento per la ricerca scientifica sulle malattie infettive. Cox, deceduta giovedì all’età di 77 anni a causa di un glioblastoma, ha lasciato un’impronta indelebile nella sanità pubblica globale.
Per 22 anni, dal 1992 al 2014, ha diretto il Centro Nazionale per l’Influenza del CDC (Centers for Disease Control and Prevention), trasformando un piccolo gruppo di 14 persone in una divisione di oltre 100 ricercatori. Sotto la sua guida, il centro è diventato un punto di riferimento per la sorveglianza, la ricerca e il controllo dell’influenza a livello internazionale.
Cox ha ricoperto anche il ruolo di direttrice del Collaborating Center for the Surveillance, Epidemiology, and Control of Influenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), contribuendo a coordinare la risposta globale alle epidemie influenzali, incluse quelle di H1N1 e H5N1.
La sua leadership è stata fondamentale durante alcune delle più gravi emergenze sanitarie degli ultimi decenni. Tra i suoi traguardi più significativi:
- Lo sviluppo di vaccini più efficaci contro i ceppi influenzali stagionali e pandemici;
- L’implementazione di sistemi avanzati di sorveglianza epidemiologica;
- La promozione di collaborazioni internazionali per la condivisione di dati e risorse.
«Nancy Cox è stata una vera pioniera nel campo della virologia e della salute pubblica», ha dichiarato un ex collega del CDC. «La sua capacità di unire rigore scientifico e leadership visionaria ha salvato milioni di vite in tutto il mondo».
Il suo lavoro ha gettato le basi per molte delle strategie attuali di prevenzione e risposta alle pandemie, rendendola una figura imprescindibile per la medicina moderna.