Un sogno solare interrotto dalle nuove regole
Daniel Bell, allevatore di pecore nel Kentucky, aveva un piano semplice: costruire un nuovo fienile per la sua azienda in espansione. Il problema? Il suo terreno è troppo lontano dalle linee elettriche necessarie per riscaldarlo. La soluzione? Pannelli solari sul tetto. Per finanziare l’investimento, Bell avrebbe dovuto accedere ai sovvenzioni federali per le energie rinnovabili, ma l’amministrazione Trump ha bloccato i fondi del Programma REAP (Rural Energy for America Program) del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense.
«Per me si tratta di libertà», ha dichiarato Bell. «Libertà di ridurre le bollette e di controllare i miei asset». Senza i finanziamenti, il progetto è diventato impossibile. Ora, per continuare a crescere, Bell ha dovuto trovare un’alternativa: costruire due fienili temporanei su terreni di un’azienda solare commerciale, dove alleva le sue pecore sotto i pannelli per mantenere l’erba bassa. In cambio, potrà usufruire dell’energia a costi ridotti. Ma non tutti gli agricoltori hanno questa possibilità.
Le politiche di Trump frenano la transizione energetica rurale
Negli ultimi anni, molti agricoltori americani hanno cercato di ridurre i costi energetici installando pannelli solari su fienili, silos o uffici. Altri hanno optato per contratti di locazione con aziende energetiche rinnovabili, trasformando terreni inutilizzati in una fonte di reddito aggiuntivo. Tuttavia, con l’arrivo dell’amministrazione Trump, due programmi chiave per lo sviluppo del solare rurale sono stati ridimensionati: il REAP e il credito d’imposta per le energie pulite.
Un’analisi condotta da Associated Press e Grist, basata su dati governativi e interviste a sviluppatori, ha rivelato che nel 2025 il Dipartimento dell’Agricoltura non ha assegnato alcun finanziamento per progetti energetici rurali. I dati mostrano un crollo totale delle sovvenzioni e delle garanzie sui prestiti, dopo che l’Inflation Reduction Act aveva potenziato il programma REAP nel 2023.
Progetti bloccati, investimenti persi
I giornalisti hanno contattato circa un quarto dei 300 sviluppatori che hanno proposto progetti solari su terreni agricoli negli ultimi due anni. Le risposte sono state chiare: molti stanno rivedendo i loro piani, altri hanno già perso milioni a causa delle nuove politiche fiscali. Alcuni progetti sono in stallo per problemi di permessi, altri procedono a ritmo serrato per sfruttare gli ultimi finanziamenti disponibili prima che le regole cambino.
«Le nuove politiche stanno creando un divario tra chi può permettersi di investire e chi rimane indietro», ha spiegato un analista del settore. «Senza un sostegno federale, la transizione energetica nelle aree rurali rischia di fermarsi».
Le conseguenze per gli agricoltori
Le ripercussioni non sono uniformi. Alcuni agricoltori, come Bell, riescono a trovare soluzioni alternative, ma molti altri si trovano costretti a rinunciare ai loro progetti. Le aziende che dipendono da finanziamenti pubblici stanno già licenziando personale o ridimensionando le operazioni. Nel frattempo, i costi dell’energia continuano a pesare sulle già magre marginalità delle imprese agricole.
«Questa situazione non aiuta nessuno», ha sottolineato Bell. «Stiamo cercando di essere più indipendenti, ma le regole cambiano troppo in fretta».
Cosa riserva il futuro?
Mentre il governo federale riduce il sostegno alle energie rinnovabili, gli sviluppatori stanno cercando di adattarsi. Alcuni puntano su modelli di finanziamento privato, altri attendono un possibile cambio di rotta politico. Tuttavia, per molti agricoltori, il tempo sta per scadere: senza accesso a fondi o incentivi, la transizione verso un’agricoltura più sostenibile rischia di diventare un privilegio per pochi.