Un 'superbug' resistente agli antibiotici si diffonde negli Stati Uniti

Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha lanciato un allarme per l’aumento di infezioni da Shigella, un batterio che causa dissenteria e che sta sviluppando resistenza a diversi antibiotici. Secondo un recente rapporto, i casi di Shigella estensivamente resistente (XDR) sono cresciuti dell’8,5% nel 2023, rispetto allo 0% registrato tra il 2011 e il 2015.

Cosa rende pericoloso questo batterio?

Lo Shigella è responsabile della shigellosi, un’infezione intestinale che colpisce circa 450.000 persone all’anno negli Stati Uniti. I ceppi XDR sono resistenti a cinque antibiotici comunemente usati: ampicillina, azitromicina, ceftriaxone, ciprofloxacina e trimetoprim-sulfametossazolo. Attualmente, non esistono antibiotici orali approvati dalla FDA per contrastare queste infezioni.

Come si diffonde l’infezione?

Il batterio si trasmette facilmente attraverso:

  • Contatto diretto con persone infette;
  • Consumo di cibo o acqua contaminati;
  • Attività sessuale con partner infetti;
  • Mancata igiene delle mani dopo aver toccato superfici contaminate.

Chi è più a rischio?

In passato, le infezioni da Shigella colpivano principalmente i bambini. Oggi, invece, i casi di XDR Shigella interessano soprattutto adulti di sesso maschile con un’età media di 41 anni. La maggior parte delle infezioni viene contratta all’interno degli Stati Uniti: il 76,2% dei pazienti non ha viaggiato recentemente e l’82,4% non ha effettuato spostamenti internazionali.

Le raccomandazioni del CDC

Per limitare la diffusione del batterio, il CDC consiglia di:

  • Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver usato il bagno, prima di mangiare e dopo il cambio dei pannolini;
  • Evitare di preparare cibo per altre persone se si è malati;
  • Lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo;
  • Usare preservativi durante i rapporti sessuali se uno dei partner è malato o ha sintomi di infezione;
  • Rivolgersi a un medico in caso di sintomi come diarrea, febbre, crampi addominali o presenza di sangue nelle feci.

«La resistenza agli antibiotici è un problema globale, legato all’uso eccessivo e inappropriato di questi farmaci in tutto il mondo», ha dichiarato il dottor William Schaffner, esperto di malattie infettive presso la Vanderbilt University. «Negli Stati Uniti, medici e autorità sanitarie hanno lavorato duramente per un uso responsabile degli antibiotici, ma la situazione richiede ancora maggiore attenzione».

Cosa fare in caso di infezione?

La maggior parte delle persone guarisce senza trattamento specifico in 5-7 giorni. Tuttavia, in caso di infezione da XDR Shigella, è fondamentale consultare un medico, poiché potrebbero essere necessari antibiotici per via endovenosa o altri trattamenti. È inoltre importante isolarsi per evitare di contagiare altre persone.