Trascorrere lunghi periodi in microgravità può avere effetti devastanti sul corpo umano. Studi scientifici hanno dimostrato che gli astronauti possono subire perdita di densità ossea, problemi alla colonna vertebrale, gonfiore del nervo ottico con conseguente visione offuscata e, in alcuni casi, alterazioni del DNA ancora in fase di studio.

Il ritorno sulla Terra rappresenta una sfida ancora più immediata: la gravità terrestre sconvolge l’equilibrio e la percezione del corpo nello spazio. L’astronauta NASA Christina Koch, reduce da una missione intorno alla Luna con l’equipaggio di Artemis 2, ha condiviso su Instagram un video che mostra chiaramente questa difficoltà. Pubblicato circa una settimana dopo l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, il filmato la ritrae mentre cerca di camminare a occhi chiusi, barcollando vistosamente.

«Immagino che dovrò aspettare ancora un po’ per tornare a fare surf», ha scritto nella didascalia. Il suo incespicare è la diretta conseguenza dell’incapacità del cervello di affidarsi al sistema vestibolare dell’orecchio interno, che normalmente aiuta a distinguere l’alto dal basso.

«Quando si vive in microgravità, gli organi vestibolari che segnalano al cervello i movimenti del corpo smettono di funzionare correttamente», ha spiegato Koch. «Il nostro cervello impara a ignorare questi segnali, e una volta tornati sulla Terra, diventiamo fortemente dipendenti dalla vista per orientarci. Camminare in tandem a occhi chiusi diventa una vera sfida».

Koch non è nuova a missioni spaziali prolungate: se Artemis 2 è durata solo dieci giorni, in passato ha trascorso quasi un anno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Nonostante gli astronauti dedichino molto tempo all’esercizio fisico per contrastare gli effetti della microgravità, non esiste ancora un metodo efficace per ripristinare rapidamente il senso dell’equilibrio una volta tornati sulla Terra, se non il tempo.

«A occhi chiusi, era quasi impossibile camminare in linea retta», ha dichiarato l’astronauta dell’ESA Andreas Mogensen dopo il suo rientro dalla ISS lo scorso anno. «Mi sentivo instabile per i primi due giorni», ha aggiunto la collega NASA Jasmin Moghbeli. «Il collo era molto affaticato per lo sforzo di sostenere la testa».

In definitiva, incespicare con gli occhi chiusi sembra un piccolo prezzo da pagare rispetto all’incredibile esperienza vissuta da Koch, che ha ammirato viste mozzafiato durante il suo viaggio intorno alla Luna.

Fonte: Futurism