Bitcoin si trova di fronte a una minaccia senza precedenti: un attacco quantistico ha infranto una chiave crittografica 512 volte più grande rispetto al precedente record, mettendo in luce la vulnerabilità della rete e delle criptovalute che ne dipendono. La scoperta, realizzata dal ricercatore Giancarlo Lelli, segna un passo avanti significativo verso la decifrazione degli algoritmi che proteggono Bitcoin, Ethereum e oltre il 90% del mercato crypto da 2,6 trilioni di dollari.
Lelli ha sfruttato hardware quantistico accessibile tramite cloud per violare una chiave a 15 bit, superando di 512 volte il record precedente stabilito solo sette mesi fa da Steve Tippeconnic, che aveva decifrato una chiave a 6 bit. Sebbene Bitcoin utilizzi chiavi a 256 bit, la rapidità con cui la tecnologia quantistica sta avanzando rende urgente una risposta.
«Il requisito di risorse per questo tipo di attacco continua a diminuire, abbassando anche la barriera per la sua esecuzione pratica», ha dichiarato Andy Pruden, CEO di Project Eleven, startup focalizzata sulla difesa di Bitcoin contro i computer quantistici. «Quello che fino a poco tempo fa sembrava un rischio remoto ora è diventato una priorità».
La corsa contro il tempo per Bitcoin
Già nel gennaio 2024, giganti finanziari come BlackRock e UBS avevano lanciato l’allarme sui rischi quantistici, mentre gli sviluppatori di Bitcoin rimanevano in una posizione di attesa. Tuttavia, con Google che ha accelerato i tempi per l’arrivo dei computer quantistici al 2029, la comunità crypto ha iniziato a prendere provvedimenti. Tra le proposte più discusse c’è il congelamento dei fondi esposti al rischio quantistico, inclusi i 1,1 milioni di Bitcoin attribuiti a Satoshi Nakamoto.
Secondo le stime di Chaincode Labs, fino al 60% dell’offerta totale di Bitcoin – circa 800 miliardi di dollari – potrebbe essere vulnerabile a un attacco quantistico. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che i miner statunitensi stanno migrando le loro infrastrutture verso l’IA, mentre la redditività del mining è crollata dopo l’halving del 2024 e la diminuzione delle commissioni di transazione a seguito dell’introduzione degli ETF Bitcoin nel gennaio 2024.
«In sintesi, non è una bella situazione. Non c’è un catalizzatore rialzista che spinga nuovi investimenti nel mining in questo momento».
— Nick Hansen, CEO di Luxor, società di mining
«Sul piano della preoccupazione, mi collocherei tra il 6 e il 7 su una scala da 1 a 10».
Un futuro incerto per la sicurezza di Bitcoin
Mentre la comunità crypto si interroga su come proteggere la rete, la minaccia quantistica rappresenta solo uno dei molti rischi che incombono su Bitcoin. La combinazione di una sicurezza sempre più fragile, una rete mineraria in declino e l’avanzamento della tecnologia quantistica potrebbe portare a uno scenario critico. Gli esperti avvertono che, se i computer quantistici dovessero diventare realtà prima che vengano implementate soluzioni di difesa, la sicurezza di Bitcoin potrebbe collassare rapidamente.