La Casa Bianca ha lanciato un duro attacco alle banche tradizionali per il loro persistente rifiuto di un compromesso sulle stablecoin nel CLARITY Act. Patrick Witt, direttore esecutivo del White House Presidential Advisory Committee on Digital Assets, ha definito la loro opposizione motivata da avidità o ignoranza, esortando le istituzioni finanziarie a «proseguire» con le loro attività.
Le dichiarazioni, rese il 17 aprile, riflettono la crescente spaccatura tra l’amministrazione Biden e Wall Street sulla regolamentazione delle stablecoin, un mercato da 320 miliardi di dollari.
Nonostante gli sforzi bipartisan per trovare un accordo, le banche continuano a opporsi. Il compromesso proposto dai senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks prevede il divieto dei rendimenti passivi sulle stablecoin, consentendo solo premi legati ad attività specifiche. Tuttavia, le associazioni bancarie sostengono che anche questa soluzione rappresenti una minaccia strutturale per il sistema finanziario tradizionale.
Le banche, attraverso la American Bankers Association, hanno lanciato una campagna di lobbying aggressiva, sostenendo che il CLARITY Act potrebbe provocare 6.600 miliardi di dollari di deflussi dai depositi bancari. Tuttavia, i dati della Casa Bianca smentiscono queste previsioni: un rapporto del Council of Economic Advisers stima che un divieto totale dei rendimenti sulle stablecoin comporterebbe un costo netto di 800 milioni di dollari per i consumatori, senza garantire una protezione significativa ai prestiti bancari.
Nonostante le obiezioni delle banche, la domanda di stablecoin con rendimento è in rapida crescita. Secondo Messari, l’offerta di questi asset è cresciuta 15 volte più velocemente del mercato delle stablecoin tradizionali negli ultimi sei mesi.
Il compromesso tra Tillis e Alsobrooks è ancora in fase di revisione, ma se il Senate Banking Committee non lo approverà entro fine aprile, la legge rischia di arenarsi. Sen. Tillis ha dichiarato che il testo è ancora in discussione, mentre Sen. Alsobrooks ha suggerito che potrebbe essere pubblicato la prossima settimana.
«È difficile spiegare l’ulteriore lobbying delle banche su questo tema come motivato da altro che avidità o ignoranza. Proseguano pure.»
— Patrick Witt, White House Presidential Advisory Committee on Digital Assets