Il meeting della Fed e le tensioni sui tassi

Bitcoin ha iniziato la giornata sotto una forte resistenza di mercato, già prima della decisione della Federal Reserve. Durante la conferenza stampa, il presidente Jerome Powell ha fornito pochi spunti per un rialzo significativo, mantenendo il tasso di riferimento tra il 3,5% e il 3,75%. Powell ha collegato l'inflazione elevata ai prezzi globali dell'energia, citando le tensioni in Medio Oriente come fonte di incertezza economica.

Powell ha inoltre sottolineato che il PCE complessivo si attestava al 3,5% a marzo, con un PCE core al 3,2%, e ha avvertito che l'aumento dei prezzi del petrolio potrebbe spingere ulteriormente l'inflazione nel breve termine. La divisione interna alla Fed è stata la più marcata dal 1992: otto membri hanno votato per mantenere i tassi invariati, uno ha chiesto un taglio, mentre Hammack, Kashkari e Logan hanno obiettato alla presenza di un bias accomodante nella dichiarazione ufficiale.

Un contesto macroeconomico sfavorevole

Questa spaccatura ha reso ancora più difficile prevedere un cambiamento di rotta verso una politica più accomodante, nonostante le proiezioni economiche di marzo indicassero un tasso medio dei fondi federali al 3,4% nel 2026, suggerendo un taglio nel corso dell'anno. I mercati dei futures, tuttavia, hanno ridotto le aspettative di un taglio entro la fine del 2024, arrivando a ipotizzare persino un possibile rialzo nei prossimi dodici mesi.

Il prezzo del petrolio Brent ha raggiunto una media di 103 dollari al barile a marzo 2026, con previsioni dell'EIA che indicano un picco vicino a 115 dollari nel secondo trimestre, seguito da un calo sotto i 90 dollari nel quarto trimestre. Questo shock energetico esterno rappresenta un ostacolo per la Fed, che non può controllarlo direttamente. Entrambi i canali dell'inflazione, sia quello headline che quello core, sono sotto pressione: l'energia spinge verso l'alto il PCE, mentre gli effetti delle tariffe continuano a influenzare i prezzi dei beni core. Questo scenario a due vie impedisce alla banca centrale di ignorare rapidamente lo shock energetico, poiché deve prima confermare che l'aumento dei costi energetici non stia alimentando le aspettative di inflazione prima di giustificare un taglio dei tassi.

Bitcoin intrappolato sotto i 78.000 dollari

Secondo l'ultimo rapporto di Glassnode, la resistenza chiave di Bitcoin si trova vicino alla True Market Mean, intorno ai 78.000 dollari, con il costo medio di acquisizione dei detentori a breve termine intorno ai 79.000 dollari. Questi livelli convergono in una zona di offerta compresa tra 78.000 e 80.000 dollari, già testata e respinta da BTC. Il pattern descritto da Glassnode ricorda una classica struttura di mercato ribassista: il prezzo sale fino al punto di pareggio per i recenti acquirenti, questi ultimi distribuiscono durante i rialzi e la domanda in entrata non riesce ad assorbire l'offerta a quel livello.

Con Bitcoin che attualmente scambia intorno ai 75.900 dollari, la criptovaluta rimane al di sotto di questa fascia di resistenza, confermando la difficoltà a superare gli ostacoli macroeconomici e strutturali del mercato.