Il governo canadese sta valutando di modificare le regole per l’assegnazione dei permessi di importazione delle auto elettriche (EV) cinesi, dopo aver riscontrato che Tesla potrebbe monopolizzare la prima tranche di 24.500 permessi a tariffa ridotta, disponibili fino al 31 agosto.
Secondo l’accordo commerciale tra Canada e Cina, fino a 49.000 veicoli elettrici prodotti in Cina possono essere importati ogni anno con una tariffa del 6,1%, significativamente inferiore al 100% applicato in precedenza. Tuttavia, come riportato da Bloomberg, finora non è stato ancora rilasciato alcun permesso, ma la situazione è destinata a cambiare rapidamente.
Tesla ha infatti annunciato l’arrivo in Canada della Model 3 prodotta in Cina, con un prezzo di partenza di 39.490 dollari canadesi (circa 29.000 dollari statunitensi), ben al di sotto dei precedenti 79.990 dollari canadesi richiesti per la versione Long Range AWD.
Questo prezzo competitivo potrebbe spingere Tesla a richiedere la maggior parte dei permessi disponibili, lasciando poco spazio ad altri produttori come Chery, Geely e BYD, che stanno invece pianificando nuovi lanci sul mercato canadese.
Un sistema in evoluzione per garantire equità
Per evitare che un singolo produttore monopolizzi i permessi, il governo canadese sta considerando di assegnare quote specifiche a ciascun costruttore, soprattutto dopo il 31 agosto, quando sarà disponibile la seconda metà dei 49.000 permessi. L’obiettivo è favorire una distribuzione più equilibrata, anche attraverso incentivi per le aziende che decidono di aprire stabilimenti locali.
Tra i marchi che potrebbero beneficiare di questa nuova politica ci sono BYD, Chery e Zeekr, quest’ultima di proprietà di Geely. Recentemente, queste aziende hanno avviato una massiccia campagna di assunzioni in Canada, segno di un interesse crescente per il mercato locale.
«Il governo vuole evitare che i permessi finiscano tutti nelle mani di un solo produttore. Stiamo valutando un sistema più flessibile, che premi anche le aziende che investono nel Paese», ha dichiarato una fonte anonima vicina alle trattative.
La revisione delle regole arriva in un momento cruciale, poiché il Canada cerca di bilanciare l’accesso al mercato per i produttori stranieri con la necessità di sostenere la concorrenza locale e garantire una transizione equa verso la mobilità elettrica.