Un viaggio olfattivo tra nostalgia e decadenza

Negli anni ’90, la stanza del computer era un luogo magico, spesso nascosto in cantina, lontano dagli sguardi della famiglia. Era lì che si giocava a Princess Maker 2 o si esploravano mondi sconosciuti tramite modem a 56k. Quegli ambienti, piccoli e polverosi, si riempivano di un odore inconfondibile: metallo caldo, polvere accumulata e il caratteristico aroma dei mousepad usurati. Ora, grazie a Cero, un profumo di agar olfactory, è possibile rivivere quella fragranza unica.

Un profumo che racconta la fine di un’era

Cero fa parte di una collezione più ampia che indaga l’impatto dell’uomo sull’ambiente e la sua possibile estinzione. Tra i profumi della serie ci sono quelli che evocano plastica senziente, il profumo del pane appena sfornato, il muschio delle reti miceliari e, infine, la terra umida e rigogliosa senza tracce dell’uomo. Ma Cero è il primo, quello che riporta indietro nel tempo, a un’epoca in cui il computer non era in tasca, ma occupava una stanza intera.

Quel periodo, alla fine degli anni ’90, rappresentava un’era in cui la conoscenza era localizzata in un unico luogo. Un’epoca che oggi suscita nostalgia, soprattutto per chi ha vissuto quegli anni. Un richiamo simile si trova nell’album I Love My Computer di DJ Ninajirachi, dove le tracce richiamano la cultura digitale di quegli anni: i modem, i siti anime su Angelfire e gli iPod Touch con lo schermo rotto.

Un odore che non si addolcisce

Ciò che rende Cero straordinario è la sua capacità di non edulcorare quel ricordo. Indossarlo significa essere trasportati in una cantina buia, dove la polvere è così intensa da far starnutire. È come infilare la testa dentro un vecchio computer Dell mai pulito: odore di minerali attraversati da elettricità, di gomma e plastica. Altri profumi, come Ghost In The Shell di L’Etat Libre D’Orange, cercano di catturare gli aromi tecnologici, ma spesso li mescolano a note floreali o in polvere. Cero, invece, punta a una rappresentazione più pura, senza filtri nostalgici.

Le note più intense, come quella dei mousepad, si attenuano con il passare delle ore, ma l’aroma di metallo e polvere rimane sulla pelle. Con il tempo, diventa un odore rassicurante, un promemoria di un’epoca in cui usare il computer non era una necessità imposta da una classe dominante, ma un atto di libertà e scoperta.

Un monito per il futuro

Cero non è solo un omaggio al passato, ma anche un primo passo verso una riflessione più ampia: quella della possibile estinzione umana. La serie di profumi di agar olfactory sembra volerci ricordare che, prima o poi, la nostra presenza sulla Terra potrebbe svanire, lasciando dietro di sé solo tracce di ciò che siamo stati. Forse, indossare Cero è anche un modo per avvertire: la tecnologia che abbiamo creato potrebbe sopravviverci, ma non necessariamente nel modo che avremmo desiderato.

Dettagli tecnici del profumo

  • Marca: agar olfactory
  • Nome: Cero
  • Note principali: metallo, polvere, gomma, plastica, elettricità
  • Confezione: parte di una serie che esplora la scomparsa dell’umanità

«Il profumo di Cero è un viaggio sensoriale nel passato, ma anche un promemoria del futuro che potrebbe aspettarci. È un odore che sa di libertà, ma anche di abbandono.»