La commissaria della Federal Communications Commission (FCC), Anna Gomez, ha sollecitato l’agenzia a valutare con attenzione gli investimenti esteri legati alla proposta di fusione tra Paramount Global e Warner Bros. Discovery. Secondo le stime, la nuova società sarebbe controllata per il 49,5% da soggetti stranieri, una percentuale che supera il limite del 25% imposto dalle regole FCC per la proprietà di licenze broadcast negli Stati Uniti.
«Il popolo americano ha il diritto di sapere chi controlla le onde che trasmettono le notizie», ha dichiarato Gomez, l’unica democratica nel board della FCC, in una nota ufficiale. «Sono allarmata da ciò che sembra un tentativo di approvare una struttura finanziaria che affida quasi la metà di una delle più grandi società di media americane a governi stranieri con un passato documentato di repressione della stampa e una pericolosa tendenza a silenziare i giornalisti».
Secondo le dichiarazioni depositate da Paramount alla FCC, gli investitori stranieri detterrebbero il 49,5% della nuova entità, con una quota del 38,5% attribuibile a fondi di investimento provenienti da Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi. Per procedere, la società dovrà ottenere una deroga alle regole FCC, che attualmente limitano la proprietà estera delle licenze broadcast.
Gomez ha evidenziato come la proposta ponga seri interrogativi su trasparenza, sicurezza nazionale e libertà di stampa.
«Ci sono questioni irrisolte e gravi su come questo investimento estero possa compromettere la sicurezza nazionale. Questa Commissione ha l’obbligo legale di rispondere a questi dubbi prima di concedere un’ulteriore agevolazione a ricchi amici dell’Amministrazione, bypassando le regole su una transazione che colpisce al cuore del giornalismo americano».
Paramount, dal canto suo, sostiene che l’aumento della soglia di investimento estero servirebbe l’interesse pubblico, ampliando l’accesso al capitale e migliorando la competitività della società nel settore della televisione broadcast e del mercato video. L’azienda sottolinea inoltre che la famiglia Ellison manterrebbe il controllo della maggioranza dei voti e che la struttura proprietaria proposta non solleva preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale, politica estera o commercio.
Tra le principali preoccupazioni di Gomez figura il Fondo di Investimento Pubblico Saudita, controllato dal principe ereditario Mohammed bin Salman, già al centro delle critiche per il coinvolgimento nell’omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi nel 2018. Bin Salman ha sempre negato ogni responsabilità nell’accaduto.
La commissaria ha invitato la FCC a coordinarsi con le agenzie di sicurezza nazionale prima di approvare la transazione e ha chiesto che gli accordi sugli investimenti esteri vengano resi pubblici. La FCC sta attualmente raccogliendo commenti pubblici sulla proposta fino al 27 maggio, con possibilità di replica fino al 11 giugno.