Il Dipartimento di Giustizia sta portando avanti la causa contro l’ex direttore dell’FBI James Comey, storico avversario di Donald Trump. Ma cosa succederebbe se l’attuale procuratore generale ad interim, Todd Blanche, avesse dichiarato apertamente che questa accusa è priva di fondamento giuridico, ma che la sta portando avanti ugualmente perché Trump glielo ha ordinato e per ottenere la nomina permanente a procuratore generale?
Questa ipotesi, apparentemente surreale, solleva interrogativi cruciali: sarebbe illegale? Blanche potrebbe essere sanzionato? Le risposte non sono affatto scontate, e ora i democratici stanno iniziando a rifletterci seriamente. Se dovessero riconquistare una o entrambe le camere del Congresso, la riforma del Dipartimento di Giustizia diventerebbe una priorità assoluta, parte di una strategia più ampia per proteggere il sistema democratico da futuri abusi di potere presidenziale.
«Stiamo valutando se esiste un modo per vietare questa pratica» ha dichiarato il senatore democratico Adam Schiff, anche lui nel mirino di Trump, in un’intervista. «Deve esserci una soluzione legale e costituzionale».
Le dichiarazioni di Blanche durante la sua apparizione su NBC News questo fine settimana hanno ulteriormente alimentato il dibattito. Il Dipartimento di Giustizia accusa Comey di aver minacciato il presidente con un post sui social media in cui aveva condiviso un’immagine di conchiglie disposte a formare la scritta “86 47”. Tuttavia, questa frase non soddisfa minimamente i requisiti legali necessari per configurare una minaccia penale. Blanche ha ammesso che la frase è di uso comune e che chiunque la utilizzi su internet o per vendere prodotti non verrà perseguito. «Viene usata continuamente» ha riconosciuto. Eppure, ha insistito sul fatto che questa frase rappresenta solo una parte delle accuse contro Comey, suggerendo che un’indagine durata 11 mesi abbia portato alla luce prove ben più solide.
L’assurdità di questa accusa è stata ampiamente smascherata. Il termine “86” non significa affatto “assassinare”. La legge richiede che i pubblici ministeri dimostrino che una persona ragionevole avrebbe interpretato la frase come una minaccia concreta alla vita del presidente e che Comey avesse effettivamente l’intenzione di trasmettere tale minaccia. Sebbene sia teoricamente possibile che il Dipartimento di Giustizia abbia raccolto prove schiaccianti in tal senso, nessun esperto ritiene che sia probabile.
Questo solleva una domanda ancora più importante: se questa accusa è del tutto infondata, Blanche ha il diritto di portarla avanti? E soprattutto, cosa si può fare per impedire che simili persecuzioni politiche si ripetano in futuro?
Non è un caso isolato. Trump ha più volte ordinato pubblicamente al Dipartimento di Giustizia di perseguire i suoi avversari, dall’ex direttore dell’FBI James Comey alla procuratrice generale di New York Letitia James, fino al presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Secondo Trump, si tratta di una questione di giustizia vendicativa, indipendentemente dai fatti o dalla legge.
Inoltre, la precedente procuratrice generale ad interim, Pam Bondi, era stata criticata proprio perché non era riuscita a portare avanti accuse prive di fondamento. Come riporta il New York Times, Blanche sta invece massimizzando gli sforzi per perseguire i nemici di Trump, nella speranza che questa fedeltà gli garantisca la nomina permanente a procuratore generale. Al momento, nessuno finge che si tratti di un’indagine imparziale.