Il regista Christopher Nolan è noto per suscitare reazioni estreme, ma mai come ora. Il suo prossimo film, L’Odissea, sta diventando il bersaglio di una campagna conservatrice senza precedenti, alimentata da figure di spicco come Elon Musk.

Le polemiche non sono una novità per Nolan. Già con Il cavaliere oscuro (2008), la scelta di Heath Ledger come Joker fu accolta con scetticismo. All’epoca, molti si chiesero se un attore noto per i film romantici adolescenziali potesse interpretare uno dei villain più iconici della storia del cinema. Oggi, quella scelta è considerata un capolavoro, ma all’epoca fu una decisione controversa.

Tuttavia, le critiche a L’Odissea vanno ben oltre il semplice scetticismo. Il film è accusato di inclusione forzata e di distorsione storica. Interstellar fu bollato come «scettico sul clima», Il cavaliere oscuro - Il ritorno come «apologia di uno stato di polizia fascista», e Dunkirk come «imbiancatura» per non aver dato spazio ai soldati indiani e musulmani presenti nell’esercito britannico durante la Seconda guerra mondiale. Tenet, invece, fu criticato per la sua uscita durante la pandemia, mentre Oppenheimer è stato accusato dello stesso «imbiancatura» di Dunkirk.

Le accuse specifiche a L’Odissea

La destra americana, capeggiata da Musk, ha trovato in L’Odissea un nuovo motivo di sdegno. Le principali accuse sono due:

  • Presenza eccessiva di attori neri: In particolare, la scelta di Lupita Nyong’o nel ruolo di Elena di Troia ha scatenato le ire di Musk, che, pur essendo emigrato dal Sudafrica, sembra non tollerare la presenza di una donna nera in un ruolo così iconico.
  • Possibile casting transgender: Un rumor non confermato, diffuso da un sito clickbait, suggerisce che Elliot Page potrebbe interpretare Achille. La notizia, seppur non verificata, ha già scatenato una valanga di commenti transfobici sui social.

Per quanto riguarda la presunta partecipazione di Page, la scena del trailer che ha fatto nascere il sospetto recita: «Chi si prende cura di tua moglie e di tuo figlio?». Tuttavia, questa frase sembra più in linea con i dialoghi dei fantasmi di Odisseo nel regno dei morti, come Elpenore o Tiresia, piuttosto che con Achille. Se Page interpretasse davvero Achille, sarebbe una scelta interessante per rappresentarne la fragilità fisica e psicologica, ma al momento resta solo una speculazione.

Perché la destra odia L’Odissea?

Sorprende che proprio la destra, tradizionalmente amante dei classici greci, stia attaccando un adattamento de L’Odissea. Il poema omerico, infatti, è stato a lungo celebrato come un caposaldo della cultura occidentale, spesso associato a valori conservatori come l’eroismo, la lealtà e la tradizione.

Tuttavia, il nuovo adattamento di Nolan sembra voler dare una lettura più inclusiva e moderna dell’opera, con un cast variegato che riflette la diversità del mondo contemporaneo. È questa la vera ragione del clamore: la paura del cambiamento.

Musk, in particolare, sembra ossessionato dalla presenza di attori neri e transgender, come se la semplice rappresentazione di queste figure minacciasse l’ordine tradizionale. La sua reazione, però, è tanto prevedibile quanto irrazionale: L’Odissea non è un film politico, ma un’opera d’arte che merita di essere interpretata liberamente, senza pregiudizi.

«Le polemiche su L’Odissea non riguardano il film, ma la paura di un pubblico che non riesce ad accettare una rappresentazione del mondo più vicina alla realtà».