Un decennio di acquisizioni strategiche

Nel corso di appena cinque settimane questa primavera, quattro costruttori statunitensi di abitazioni unifamiliari sono stati acquisiti da aziende giapponesi. Tra questi, Tri Pointe Homes, quotata in borsa, è stata rilevata per 4,5 miliardi di dollari da Sumitomo Forestry.

Una volta concluse tutte le operazioni, le imprese giapponesi controlleranno oltre il 5,5% del mercato statunitense delle abitazioni unifamiliari, secondo le stime di ResiClub. Ma questo fenomeno non è improvviso: è il risultato di un’espansione decennale.

Dallo 0,2% al 4,7% in dieci anni

Secondo Zonda, azienda specializzata in analisi del settore delle costruzioni, nel 2015 le imprese giapponesi controllavano costruttori statunitensi che rappresentavano appena lo 0,2% del mercato. Nel 2025, la loro quota è salita al 4,7%.

Perché le aziende giapponesi puntano sul mercato immobiliare USA

La risposta risiede in due fattori principali: demografia e struttura del mercato.

1. Opportunità demografiche negli Stati Uniti

Il Giappone affronta una crisi demografica: la popolazione è in calo e invecchia rapidamente. Questo limita le prospettive di crescita a lungo termine per i costruttori giapponesi come Daiwa House, Sekisui House e Sumitomo Forestry.

Al contrario, gli Stati Uniti continuano a registrare una crescita demografica e formazione di nuovi nuclei familiari, soprattutto nelle regioni del Sun Belt, dove operano molti dei principali costruttori statunitensi. Per le aziende giapponesi, che cercano una crescita stabile e duratura, il mercato immobiliare USA offre scala e prospettive demografiche più favorevoli.

2. Un’industria frammentata e opportunità di consolidamento

Il settore delle costruzioni residenziali negli USA rimane altamente frammentato, con poche grandi aziende quotate in borsa. Questa struttura crea opportunità per operatori globali ben capitalizzati, che possono acquisire costruttori regionali preservando al contempo i marchi e i team locali.

Sia Sumitomo Forestry che Sekisui House hanno dichiarato di privilegiare un approccio locale, sostenuto da capitali centralizzati e competenze globali. Questo modello consente di mantenere la cultura aziendale dei costruttori acquisiti, garantendo al contempo supporto finanziario e operativo.

3. Accesso a finanziamenti a costi ridotti

Molti conglomerati giapponesi beneficiano di tassi di interesse estremamente bassi, grazie a decenni di politiche monetarie espansive della Banca del Giappone. Per gran parte dell’ultimo decennio, i tassi a breve termine sono stati mantenuti a o vicino allo 0%.

Questo vantaggio finanziario consente loro di acquisire aziende all’estero con maggiore facilità rispetto ai competitor statunitensi.

Le acquisizioni più recenti

Oltre all’acquisizione di Tri Pointe Homes da parte di Sumitomo Forestry, altre operazioni di rilievo hanno coinvolto aziende giapponesi:

  • Daiwa House ha acquisito United Homes Group tramite la controllata Stanley Martin Homes (23 febbraio).
  • Iida Group Holdings, tramite la controllata Hajime Construction, ha acquisito una partecipazione di maggioranza in Wright Homes, costruttore dello Utah (10 marzo).
  • Trumark Homes, già controllata da Daiwa House dal 2020, ha acquisito JK Monarch, costruttore della zona metropolitana di Seattle (20 marzo).

Un cambiamento strutturale per il settore

Secondo Ali Wolf, chief economist di Zonda,

«I costruttori giapponesi stanno portando negli Stati Uniti una prospettiva a lungo termine, influenzata dalle sfide demografiche interne e dalle opportunità offerte dal mercato statunitense. Il loro crescente controllo riflette la fiducia nella domanda abitativa americana, anche alla luce delle proiezioni della Banca Mondiale che prevedono oltre 25 anni di crescita demografica nazionale».

Wolf sottolinea che questi operatori non si limitano ad apportare capitali, ma introducono anche nuovi approcci in termini di scala, efficienza e tecniche costruttive, che potrebbero trasformare radicalmente il settore nel tempo.