La retata dell'FBI nello studio della senatrice democratica della Virginia Louise Lucas, presidente pro tempore del Senato statale, ha scatenato polemiche e sospetti di strumentalizzazione politica. L'operazione, avvenuta mercoledì scorso a Portsmouth, è stata seguita da vicino da un reporter di Fox News, che si trovava già sul posto. Un caso che solleva interrogativi sulla trasparenza delle indagini.
Lucas, 82 anni, è una figura di spicco nella politica virginiana: ha guidato la ridefinizione dei confini elettorali dello stato, approvata a marzo 2024, per contrastare le mappe repubblicane considerate discriminatorie. Nota anche per il suo stile polemico sui social, dopo l'approvazione delle nuove mappe aveva pubblicato un'immagine generata dall'IA che ritraeva quattro deputati repubblicani intenti a lavorare in un fast food.
Le indagini a suo carico, secondo quanto riportato da Carol Leonnig di MS NOW, sarebbero in corso da tre anni con accuse di solicitazione o accettazione di tangenti. Un'inchiesta avviata durante la presidenza Biden, che suggerisce una certa legittimità procedurale. Tuttavia, secondo fonti citate dalla giornalista, Lindsey Halligan, ex avvocato assicurativo e figura vicina a Trump, avrebbe esercitato pressioni sui procuratori affinché formalizzassero le accuse prima delle elezioni di midterm del 2022, convinta che «sarebbe stato utile alla Casa Bianca poter accusare una democratica di spicco in Virginia di corruzione».
Halligan, già coinvolta nei fallimentari tentativi di incriminare l'ex direttore dell'FBI James Comey e l'attuale procuratrice generale di New York Letitia James, è stata al centro di un episodio ancora più inquietante: nel settembre 2023, Trump avrebbe ordinato all'ex procuratrice generale Pam Bondi di prendere di mira sia Comey che James, entrambi accusati da Trump di averlo investigato in passato. Da allora, il Dipartimento di Giustizia ha formalizzato una seconda incriminazione contro Comey, sostenendo che un post sui social in cui aveva disposto conchiglie a forma di «86 47» costituisse una minaccia di morte nei confronti di Trump.
Il fatto che Fox News fosse già sul posto durante la retata dell'FBI fa sorgere dubbi su un possibile leak da parte delle autorità. Il Dipartimento di Giustizia, in passato, aveva sempre rispettato un protocollo rigoroso: come dichiarato dall'allora procuratore generale Merrick Garland in una conferenza stampa del 2022, «comunichiamo esclusivamente attraverso i documenti giudiziari e le accuse presentate in tribunale».
Le regole deontologiche che disciplinano l'operato dei procuratori vietano esplicitamente commenti extragiudiziari che possano influenzare l'opinione pubblica contro gli indagati. Politicizzare un'inchiesta, come sembra stia accadendo in questo caso, rischia di contaminare il pool dei giurati e di minare la credibilità delle istituzioni.