Morris Township, New Jersey – Quando i New York Red Bulls si recano al nuovo centro di allenamento, inaugurato ad aprile, non si trovano più in una struttura qualsiasi, ma in un polo sportivo all'avanguardia da 100 milioni di dollari. Qui, i giocatori della MLS si allenano fianco a fianco con centinaia di giovani calciatori, tra cui bambini di appena 9 anni. L'obiettivo? Creare un ambiente che cresca con il tempo, preparando sia i professionisti che i talenti del futuro.
«Volevamo uno spazio che potesse evolversi, non solo per oggi, ma per gli anni a venire», afferma Marc de Grandpré, presidente e general manager di Red Bull New York. «Il successo della prima squadra dipende direttamente dal lavoro svolto nell'accademia giovanile».
Il RWJBarnabas Health Red Bulls Performance Center, questo il nome ufficiale del complesso, si estende su 80 ettari e include otto campi da calcio a dimensione reale, tra cui uno con 350 posti a sedere per le partite. Ma non è tutto: palestre, spazi fisioterapici, aule didattiche e una sala da pranzo per il team building completano l'infrastruttura. Il centro è ora il quartier generale sia della prima squadra che del Red Bull New York II, la squadra di seconda divisione, ma soprattutto rappresenta il cuore pulsante dell'accademia giovanile, con squadre che vanno dagli Under-10 agli Under-18.
L'idea di integrare giovani e professionisti in un unico spazio non è casuale. «Quando sei in una stanza delle riunioni dell'accademia e guardi fuori dalla finestra, vedi la prima squadra allenarsi», spiega Julian de Guzman, responsabile sportivo di Red Bull New York. «È lì che vorrai essere un giorno. E questo è un promemoria quotidiano che li motiva».
Questo modello, comune in Europa dove le accademie dei club professionistici sono vere e proprie fucine di talenti, è ora adottato anche negli Stati Uniti. Red Bull, che possiede squadre di calcio anche a Lipsia (Germania) e Salisburgo (Austria), ha affidato la progettazione del centro allo studio di architettura Gensler, specializzato in strutture sportive. Tra i loro lavori precedenti figurano i centri di allenamento della WNBA Las Vegas Aces e delle squadre di basket professionistiche di Phoenix.
Kristin Byrd, capo progettista del complesso, sottolinea che il team aveva richieste molto precise: «I giocatori dovevano sentirsi il più possibile connessi al campo». Il risultato è una struttura caratterizzata da una trasparenza estrema, con la palestra da 4.600 metri quadrati che si affaccia su un muro di finestre a due piani sul campo principale, e spazi come la sala da pranzo e la piscina di idroterapia che offrono una vista chiara sull'area di gioco.
Un investimento ambizioso, quindi, che non si limita a essere un semplice luogo di allenamento, ma un ambiente che ispira e forma le future generazioni di calciatori, nel segno dell'eccellenza e dell'innovazione.