L'Iran ha presentato una proposta per sbloccare lo Stretto di Hormuz, vitale per il transito di petrolio, ma senza affrontare il proprio programma nucleare. Secondo funzionari regionali informati, la controparte iraniana chiede anche la revoca dell'embargo statunitense contro il paese come parte dell'accordo.

Le trattative, condotte a porte chiuse, sono state rese note da due funzionari che hanno parlato a condizione di anonimato. La proposta arriva in un momento di tensione crescente tra Stati Uniti e Iran, nonostante un cessate il fuoco provvisorio.

Mediazione pakistana per riavviare i negoziati

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si trova attualmente in Russia per un incontro con il presidente Vladimir Putin. Il viaggio include anche tappe in Pakistan e Oman, quest'ultimo confinante con l'Iran e condivide lo stretto strategico.

Secondo un funzionario regionale coinvolto nelle mediazioni, il Pakistan sta cercando di colmare le profonde divergenze tra Washington e Teheran. Tuttavia, i progressi sono ostacolati dalla richiesta iraniana di revocare l'embargo statunitense sui porti iraniani come prerequisito per nuovi colloqui.

Crisi umanitaria e militare in Medio Oriente

La situazione rimane critica anche sul piano umanitario. Dall'inizio del conflitto, sono stati registrati almeno 3.375 morti in Iran e 2.509 in Libano, dove i combattimenti tra Israele e Hezbollah sono ripresi due giorni dopo l'inizio della guerra con l'Iran. In Israele, le vittime sono 23, mentre nei paesi del Golfo arabo superano la dozzina. Tra le vittime anche 15 soldati israeliani in Libano, 13 militari statunitensi nella regione e 6 caschi blu delle Nazioni Unite nel sud del Libano.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha reso noto che, finora, 38 navi sono state dirottate o bloccate nell'ambito dell'embargo. Le tensioni persistono nonostante i tentativi di mediazione, con il petrolio che registra un aumento dei prezzi in risposta alla situazione nello stretto.

Prospettive future

La proposta iraniana, che non include il programma nucleare, solleva dubbi sulla sua effettiva volontà di giungere a una soluzione duratura. Gli Stati Uniti, dal canto loro, mantengono una posizione ferma, condizionando qualsiasi negoziato alla revoca dell'embargo. La mediazione pakistana rimane un elemento chiave, ma la strada verso la distensione appare ancora lunga e incerta.