JPX Market Innovation & Research (JPXI) sta valutando una nuova regola che deferirebbe l’inclusione nel TOPIX e in altri indici periodicamente revisionati le società il cui asset principale è costituito da criptoasset. La proposta, presentata in consultazione, nasce da una preoccupazione legittima: come trattare una categoria emergente di emittenti. Tuttavia, la regola specifica solleva seri interrogativi, soprattutto per le imprese giapponesi con modelli di business regolamentati e allineati alle pratiche consolidate di tesoreria aziendale. Ecco sette motivi per cui JPXI dovrebbe rivedere la proposta prima del febbraio 2026.

1. La regola non misura ciò che misura il TOPIX

Il TOPIX è progettato come benchmark neutro e investibile del mercato azionario giapponese, basato su criteri oggettivi come liquidità, capitalizzazione di mercato flottante, buffer di continuità e trattamento delle delistazioni. L’introduzione di un filtro per gli asset digitali rappresenta una deviazione significativa: non valuta liquidità, capitalizzazione o qualità della quotazione, ma si concentra sulla composizione dello stato patrimoniale. Questo introduce un giudizio soggettivo in una metodologia storicamente apprezzata per la sua oggettività.

2. La definizione di "asset principale in criptoasset" è troppo vaga

La consultazione fa riferimento a società il cui "asset principale è costituito da criptoasset", ma non chiarisce aspetti fondamentali: si basa su holdings della sola controllante o consolidate? Include esposizioni indirette tramite filiali, partecipazioni strategiche o strumenti derivati? È una valutazione formale (titolarità legale) o sostanziale (esposizione economica)? Queste ambiguità minano la credibilità della metodologia, che si fonda su regole oggettive e applicabili in modo coerente.

3. La regola è più facile da aggirare che da applicare

Un problema pratico emerge dalle incertezze definitorie. Se le holdings dirette di Bitcoin da parte della controllante scatenano la regola, altre esposizioni equivalenti potrebbero non essere considerate, creando asimmetrie:

  • Posizione diretta in Bitcoin:
  • Esposizione tramite ETF Bitcoin (es. iShares Bitcoin Trust IBIT): no
  • Investimento in società minerarie quotate: no
  • Partecipazione in una controllata crypto: no

Questa discrepanza favorisce forme giuridiche rispetto alla sostanza economica, minando l’equità della regola.

4. Il rischio di arbitrarietà e incertezza normativa

La mancanza di chiarezza espone le società a valutazioni soggettive da parte di JPXI, con possibili ricorsi e contenziosi. Gli investitori, a loro volta, potrebbero subire perdite di valore a causa di decisioni poco trasparenti. Una regola così definita rischia di generare instabilità, contraddicendo lo scopo stesso di un indice di riferimento affidabile.

5. Le società crypto giapponesi sono regolamentate e trasparenti

Metaplanet, Remixpoint e ANAP Holdings sono esempi di aziende giapponesi con modelli di business legittimi, regolamentati e allineati alle pratiche di tesoreria aziendale. Escluderle dal TOPIX penalizzerebbe gli investitori giapponesi, privandoli di esposizione a settori in crescita e innovativi. Inoltre, molte di queste società operano in un quadro normativo chiaro, come la regolamentazione giapponese sulle criptovalute (FSA).

6. L’impatto sugli indici e sulla liquidità del mercato

Escludere società con esposizione a criptoasset potrebbe ridurre la liquidità del TOPIX, attirando meno investimenti istituzionali. Gli indici di riferimento servono a riflettere il mercato nel suo complesso; una regola troppo restrittiva rischia di distorcerne la rappresentatività, penalizzando sia le società che gli investitori.

7. Alternative più equilibrate esistono

JPXI potrebbe adottare approcci meno restrittivi, come:

  • Un limite di esposizione agli asset digitali (es. max 20% del patrimonio)
  • Una valutazione caso per caso, basata su criteri oggettivi
  • L’introduzione di una categoria separata per le società crypto, con criteri di inclusione specifici

Queste soluzioni permetterebbero di bilanciare innovazione e stabilità, senza compromettere l’integrità del TOPIX.

«Una regola troppo rigida rischia di penalizzare l’innovazione senza fornire benefici tangibili agli investitori. JPXI dovrebbe valutare alternative che preservino l’oggettività del TOPIX senza escludere a priori settori in crescita.»

La consultazione scade a febbraio 2026. Una revisione della proposta è necessaria per garantire che il TOPIX rimanga un indice rappresentativo, trasparente e allineato alle dinamiche del mercato giapponese.