La Corte Suprema della Virginia ha annullato i risultati del referendum sul ridisegno dei distretti elettorali, approvato dagli elettori con un margine risicato lo scorso mese. La decisione rappresenta una svolta in una delle dispute più seguite a livello nazionale sul ridisegno dei confini elettorali.

La sentenza segue mesi di contenziosi legali sulla legittimità costituzionale del referendum. La Corte ha stabilito che i democratici non potranno modificare le mappe congressuali a metà mandato, bloccando un progetto che avrebbe avuto ripercussioni sulle elezioni di novembre.

Lo stato ha speso 5,2 milioni di dollari per finanziare le elezioni speciali, mentre gruppi esterni hanno raccolto quasi 100 milioni di dollari per influenzare gli elettori. La nuova mappa avrebbe modificato la distribuzione dei seggi congressuali, passando da un rapporto di 6-5 a favore dei democratici a 10-1.

I democratici sostenevano che la mossa avrebbe contrastato gli stati a guida repubblicana, che hanno già ridisegnato i distretti per favorire il GOP in una Camera dei Rappresentanti molto equilibrata. I repubblicani, invece, hanno definito il referendum estremo, illegale e iperpartigiano, presentando più cause legali per bloccarlo.

Il cuore della controversia

Durante le udienze orali, una questione centrale ha riguardato l'interpretazione del termine "prossime elezioni generali" nella costituzione della Virginia. Secondo la legge statale, le modifiche costituzionali devono essere approvate in due sessioni consecutive dell'Assemblea Generale: una prima delle elezioni di novembre e una dopo.

I repubblicani hanno sostenuto che i legislatori abbiano violato la procedura, avanzando l'emendamento dopo l'inizio delle votazioni anticipate. I democratici, invece, hanno affermato che un'elezione si riferisca unicamente al giorno di novembre, una posizione che alcuni giudici della Corte Suprema hanno definito dubbia.

La Corte Suprema della Virginia ha annullato una decisione degli elettori in rare occasioni, come accaduto nel 1958, quando invalidò i risultati di un referendum incostituzionale ad Arlington, secondo quanto riportato da Cardinal News.

Possibili sviluppi futuri

Se i democratici presenteranno ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti, non sarebbe la prima volta che le dispute elettorali della Virginia arrivano a Washington. Nel 2024, l'ex procuratore generale Jason Miyares ha ottenuto una sentenza favorevole all'ultimo minuto, consentendo allo stato di riprendere il programma di depurazione degli elettori pochi giorni prima del voto.

Rimane da vedere se i democratici intensificheranno la battaglia legale. Al momento, la situazione è in evoluzione e ulteriori aggiornamenti seguiranno.

Fonte: Axios