L'ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti (INDOPACOM), ha recentemente rivelato che la sua unità sta gestendo un nodo Bitcoin e considera l'architettura del protocollo come uno strumento operativo per la sicurezza delle reti e la proiezione del potere militare.

Questa dichiarazione, resa durante un'audizione al Senato degli Stati Uniti il 21 aprile 2026, segna un netto cambiamento di prospettiva rispetto alle posizioni espresse da Paparo solo due anni fa. Nel febbraio 2024, infatti, l'ammiraglio aveva definito le criptovalute come un fattore di insicurezza globale, sottolineando come la loro opacità favorisse la proliferazione nucleare, il terrorismo e il traffico illecito. All'epoca, Paparo aveva anche riconosciuto il potenziale delle tecnologie blockchain per garantire la sicurezza delle transazioni finanziarie, ma il contesto politico statunitense le vedeva principalmente come uno strumento di elusione delle sanzioni, una minaccia per la compliance e una fonte di finanziamento per regimi come quello nordcoreano.

Oggi, invece, l'ammiraglio attribuisce a Bitcoin e alla sua infrastruttura crittografica un ruolo chiave nella difesa delle reti e nella proiezione strategica. Un'evoluzione lessicale che riflette un approccio più pragmatico e tecnologico, in linea con le recenti iniziative della Casa Bianca.

Dalla condanna al riconoscimento istituzionale

Il cambio di rotta di Paparo potrebbe essere influenzato dalle ricerche di Jason Lowery, autore del libro SoftWar e membro della Space Force statunitense. Lowery ha più volte sostenuto che il meccanismo di Proof of Work (PoW) di Bitcoin potrebbe rivoluzionare le strategie di difesa nazionale, fungendo da deterrente contro le minacce informatiche.

Le posizioni di Lowery sembrano aver trovato terreno fertile a Washington. Già nel gennaio 2025, la Casa Bianca aveva emanato un ordine esecutivo per proteggere l'accesso pubblico alle reti blockchain aperte e promuovere l'uso di stablecoin ancorate al dollaro a livello globale. Questo provvedimento ha segnato un punto di svolta, riconoscendo le blockchain aperte come infrastrutture critiche e distinguendole dall'approccio generalizzato di diffidenza verso le criptovalute.

Nel marzo 2025, l'amministrazione statunitense ha istituito una Riserva Strategica di Bitcoin, stabilendo che i Bitcoin detenuti non sarebbero stati venduti, equiparandoli così a un bene sovrano come l'oro. Questa mossa ha consolidato il ruolo di Bitcoin come asset di riserva nazionale, rafforzando la sua legittimità istituzionale.

Un quadro normativo in rapida evoluzione

Il processo di integrazione delle tecnologie blockchain nella sicurezza nazionale è stato ulteriormente accelerato dal GENIUS Act, approvato nel luglio 2025. La legge, presentata come uno strumento di sicurezza nazionale, ha legato la regolamentazione delle stablecoin allo status del dollaro come valuta di riserva globale, ampliando così il proprio ambito di applicazione.

Entro aprile 2026, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha proposto regolamenti per attuare i requisiti antiriciclaggio (AML) previsti dal GENIUS Act e ha lanciato un'iniziativa di condivisione delle informazioni sulla cybersicurezza rivolta alle aziende del settore degli asset digitali. Queste misure hanno inserito le infrastrutture delle criptovalute nel novero dei sistemi critici, riconoscendo la loro rilevanza per la stabilità del sistema finanziario statunitense.

Questo nuovo approccio è coerente con la visione strategica di INDOPACOM, che nel suo documento di postura del 2026 descrive una struttura di comando basata sulla negazione degli obiettivi cinesi, sul raggiungimento della superiorità informativa e decisionale e sulla creazione di un ambiente missionario di Zero Trust basato sui dati. L'obiettivo è garantire la resilienza dei sistemi C5ISRT (Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Intelligence, Sorveglianza, Ricognizione e Guerra Elettronica) anche in scenari di conflitto.

Implicazioni per il futuro della sicurezza nazionale

L'adozione di Bitcoin da parte di INDOPACOM rappresenta un cambio di paradigma nelle strategie di difesa degli Stati Uniti. Se in passato le criptovalute erano viste come una minaccia, oggi vengono considerate uno strumento per rafforzare la sicurezza delle reti e proiettare il potere militare in un contesto globale sempre più digitalizzato.

Questa evoluzione solleva anche interrogativi sul ruolo futuro delle tecnologie blockchain nella geopolitica. Secondo la Digital Gold Theory di Lowery, il valore di Bitcoin potrebbe essere ridefinito non solo dalle dinamiche di mercato, ma anche dall'emergere di nuovi paradigmi computazionali, rendendolo un asset strategico per gli Stati che puntano a mantenere un vantaggio tecnologico.