Se sei un appassionato di wrestling, probabilmente hai notato che tra AEW e WWE la fedeltà aiuta poco: una fa un errore clamoroso, l’altra sembra quasi perfetta per confronto. Ma c’è un elemento che accomuna entrambe le federazioni, indipendentemente dalle preferenze dei fan: le magliette sono un disastro.

Basta dare un’occhiata agli store online di AEW e WWE per rendersene conto. Le magliette si dividono in tre categorie: quelle con loghi talmente invadenti da rovinare qualsiasi stile, quelle con riferimenti troppo specifici a match o titoli che sembrano più appunti di scrapbooking che capi di abbigliamento, e infine quelle che gridano "ho fatto io il design" con loghi mal assemblati e slogan verbosi.

E il prezzo? Spesso troppo alto per un prodotto che, a conti fatti, indosseresti solo se fossi sepolto sotto una montagna di vestiti.

Quando esce una nuova collezione, i fan non si scambiano messaggi per complimentarsi, ma per ridere insieme di quanto sia brutta la nuova maglietta rispetto alla precedente. Un esempio? La collezione di Roman Reigns, dove i design sembrano più poster per adolescenti che abbigliamento sportivo.

Anche nei momenti migliori, le magliette di wrestling soffrono di due mali opposti: da un lato il minimalismo freddo che ricorda le maglie della NBA, dall’altro l’estetica meme che invecchia in poche settimane. Alcuni design, come il logo del Bullet Club negli anni Dieci, diventano iconici ma vengono sfruttati fino all’esasperazione, trasformandosi in un simbolo di cui vergognarsi.

Poi ci sono quelle magliette che, pur essendo divertenti, richiedono una spiegazione imbarazzante: "Big, Black, and Jacked" o "Scissor Me, Daddy Ass" non sono certo scelte casuali. Il problema, però, non è solo l’umorismo discutibile: le magliette di wrestling sembrano progettate per essere appese alle pareti, non per essere indossate.

Molti design funzionerebbero meglio come sfondi per desktop che come capi d’abbigliamento. Le scritte sono troppo piccole, i loghi troppo grandi, e la vestibilità è spesso trascurata. Insomma, un vero e proprio fallimento estetico e funzionale.