Una donna del Québec ha vissuto 16 mesi di problemi con la sua Chevrolet Equinox EV, mettendo in discussione l’efficacia della prima legge anti-limone canadese. Nonostante l’introduzione della normativa nel 2023, i consumatori si scontrano con barriere economiche e procedurali che ne limitano l’applicazione.
Una battaglia durata mesi
Natalina Recine ha acquistato il suo nuovo SUV elettrico a dicembre 2024, ma fin dai primi giorni sono emersi gravi difetti. Il problema principale è iniziato quando la batteria ha smesso di caricarsi appena tre giorni dopo l’acquisto. Dopo settimane di attesa, il concessionario ha sostituito il modulo computerizzato del veicolo, ma i guasti non sono finiti qui.
Nel corso dei mesi successivi, Recine ha dovuto affrontare una serie di inconvenienti: sensori malfunzionanti, un arresto improvviso dell’auto a 100 km/h su un’autostrada, una collisione attribuita a un guasto dei sensori, e problemi come la perdita della connessione internet, i tergicristalli difettosi e un messaggio di errore che segnalava la porta di ricarica aperta quando invece era chiusa.
«Ho trascorso più tempo al concessionario che in strada», ha dichiarato Recine a CTV News. Nonostante i ripetuti tentativi di risolvere i problemi, la donna non è riuscita a ottenere un rimborso o la risoluzione del contratto senza perdere il bonus statale.
I limiti della legge anti-limone del Québec
La legge, entrata in vigore alla fine del 2023, rappresenta la prima normativa di questo tipo in Canada. Essa offre tutela ai consumatori che acquistano o noleggiano un veicolo nuovo (a combustione, ibrido o elettrico) con meno di tre anni o 60.000 km. Secondo la legge, un’auto può essere considerata un «limone» se:
- Il difetto non viene risolto dopo tre tentativi di riparazione;
- Il veicolo ha subito 12 interventi per problemi diversi;
- L’auto rimane in officina per oltre 30 giorni (escludendo i periodi di indisponibilità dei pezzi).
Il caso di Recine rientrava nella seconda categoria, ma nonostante ciò, non è riuscita a ottenere giustizia. Secondo George Iny, presidente dell’Automobile Protection Association, i produttori e i concessionari dispongono di team legali, mentre i consumatori sono lasciati soli di fronte a un sistema complesso e costoso.
«Il cliente è davvero da solo. I costi legali possono variare tra 15.000 e 50.000 dollari, una cifra inaccessibile per la maggior parte delle persone», ha spiegato Iny.
Un sistema da riformare
Nonostante la legge rappresenti un passo avanti per i diritti dei consumatori, la sua applicazione pratica risulta limitata. I costi elevati delle cause legali, la mancanza di supporto per i proprietari e la complessità delle procedure rendono la tutela teorica poco accessibile nella realtà.
Recine ha sottolineato come, anche volendo rescindere il contratto, avrebbe perso il bonus governativo, rendendo la scelta economicamente svantaggiosa. «Avrei preferito annullare l’acquisto all’inizio, ma non era un’opzione realistica», ha dichiarato.
Il caso solleva interrogativi sulla necessità di riforme che rendano la legge più efficace e accessibile, garantendo ai consumatori una tutela concreta senza dover affrontare battaglie legali insostenibili.