Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha raggiunto livelli di sofisticazione senza precedenti. Tuttavia, molti leader aziendali stanno sfruttando questa tecnologia come capro espiatorio per decisioni impopolari, come i licenziamenti di massa. Secondo Lily Zheng, autrice, speaker e stratega, questa tendenza nasconde spesso errori strategici, pressioni degli investitori o preferenze della dirigenza.
Durante la pandemia, molte aziende hanno assunto in modo aggressivo, convinte che la crescita sarebbe continuata. Ora, invece di ammettere questi errori, stanno giustificando i tagli del personale come parte di una “rivoluzione guidata dall’IA”. Frasi come “stiamo ottimizzando la produttività grazie all’IA” suonano più sofisticate di un semplice “abbiamo assunto troppe persone”.
Ma i dipendenti non ci cascano. Come sottolinea Zheng,
loro sanno bene che la retorica sull’IA e sulla produttività non corrisponde alla realtà.Quando i leader attribuiscono i licenziamenti all’efficienza dell’IA, i dipendenti percepiscono questa narrazione come una scusa, se non addirittura una manipolazione. Il risultato? Un crollo della fiducia e del morale, visibile nei dati di engagement, produttività e retention.
Il problema non è l’IA in sé, ma il modo in cui viene utilizzata. Secondo studi recenti, solo una minoranza di aziende ha effettivamente eliminato ruoli perché sostituiti dall’IA. La maggior parte, invece, la usa come copertura retorica per tagli più ampi o ristrutturazioni. È lo stesso schema che abbiamo visto con il lavoro ibrido: molti leader, invece di adattarsi alle nuove esigenze, hanno imposto modelli rigidi e strumenti di sorveglianza digitale, che hanno finito per ridurre la produttività.
Zheng fa un parallelo con il passato: “Abbiamo già visto questo film”. Durante la pandemia, le ricerche dimostravano che i modelli ibridi ben progettati potevano mantenere la produttività con un 30% in meno di dimissioni, soprattutto tra donne, caregiver e persone con lunghi spostamenti. Eppure, molti leader hanno ignorato i dati, imponendo rientri in ufficio forzati e strumenti di controllo digitale.
Ora, lo stesso sta accadendo con l’IA. Invece di ripensare gestione, metriche e cultura per integrare l’IA in modo responsabile, molti dirigenti la usano per sostenere pratiche obsolete. Il messaggio ai dipendenti è chiaro: la leadership racconterà qualsiasi storia pur di giustificare le proprie decisioni, indipendentemente dai dati.
Questo approccio danneggia soprattutto chi dipende da processi trasparenti e criteri equi per accedere a opportunità. La soluzione? I leader devono smettere di nascondersi dietro l’IA e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Solo così potranno costruire una cultura aziendale solida e duratura.