Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha annunciato la fine dell’obbligo vaccinale antinfluenzale per i militari statunitensi, una decisione che segna una svolta nella politica sanitaria del Dipartimento della Difesa (DOD).

In un video messaggio diffuso martedì, Hegseth ha motivato la scelta come un passo verso la restituzione della libertà decisionale ai soldati, sottolineando che nessuno dovrebbe essere costretto a sottoporsi a un trattamento medico contro la propria volontà.

«Se ritieni che il vaccino antinfluenzale sia nel tuo interesse, puoi scegliere liberamente di farlo. Ma non lo imporremo», ha dichiarato Hegseth, aggiungendo: «Il tuo corpo, la tua fede e le tue convinzioni non sono negoziabili».

Le origini della misura e il contesto attuale

Il mandato vaccinale antinfluenzale per i militari esisteva dal 1945 e si è consolidato negli anni ’50 come politica standard del DOD. Tuttavia, Hegseth ha collegato la sua revoca a una decisione simile presa di recente per i vaccini anti-Covid, che aveva suscitato polemiche per le sue implicazioni sulla libertà religiosa e medica dei soldati.

Critiche e implicazioni sulla salute dei militari

Nonostante il tono libertario della decisione, molti esperti sottolineano che il vaccino antinfluenzale ha contribuito a ridurre i ricoveri ospedalieri tra i militari, portando a tassi di ospedalizzazione inferiori rispetto alla media nazionale statunitense, come riportato da Military Times.

La revoca del mandato solleva dubbi su possibili conseguenze sanitarie per le truppe, soprattutto in un contesto in cui la salute pubblica rimane una priorità strategica per le forze armate.

Libertà individuale vs. responsabilità collettiva

Hegseth ha sottolineato che la decisione riflette un principio di autonomia personale, ma molti osservatori notano una contraddizione con altre politiche recenti del suo dipartimento, che hanno invece rafforzato controlli su aspetto fisico e disciplina militare.

La misura, quindi, non rappresenta solo un cambiamento sanitario, ma anche un segnale politico su come l’amministrazione attuale interpreta il rapporto tra Stato e libertà individuale.

Fonte: Vox