Un gioco che divide: Pragmata tra genio e controversia
Pragmata, l’ultimo arrivato tra i titoli che un tempo dominavano l’Xbox 360, sta facendo parlare di sé per motivi opposti. Da un lato, Capcom continua a dimostrare che un’esperienza single-player ben strutturata può brillare anche in tempi turbolenti, come già successo con Resident Evil Requiem. Dall’altro, alcuni giocatori e critici lo considerano un prodotto strano, addirittura dannoso per la reputazione del genere.
Il dibattito sul 'pro-natalismo' e la tesi 'zio-core'
Durante l’episodio del podcast Aftermath Hours, il conduttore Chris ha proposto una teoria originale: Pragmata non è un gioco 'dad', ma un gioco 'zio'. La distinzione è sottile ma significativa. Mentre un 'dad game' implica una relazione paterna, un 'zio-core' suggerisce un legame più informale, giocoso e meno vincolante.
Chris: «Pragmata non è propaganda pro-natalista. La protagonista è una bambina robot, ma l’uomo che la accompagna non è suo padre: è suo zio. È una relazione diversa, più libera e meno paternalistica».
Secondo questa interpretazione, il gioco evita i cliché delle storie tra un adulto e un minore, offrendo invece un rapporto più spontaneo e meno gravato da responsabilità genitoriali.
Le critiche e i riferimenti sbagliati
Molti giocatori hanno paragonato Pragmata a titoli come The Last of Us o Bioshock, ma Chris sostiene che il nuovo gioco di Capcom superi questi esempi. La sua tesi si basa sulla dinamica tra i personaggi, che sfugge alle convenzioni narrative tradizionali e si concentra su un rapporto più ambiguo e divertente.
Il contesto del giornalismo videoludico
L’episodio di Aftermath Hours ha anche affrontato il tema del giornalismo di settore, con un’intervista alla giornalista Rebekah Valentine, ex di IGN e ora a Kotaku. Si è discusso del suo recente passaggio di testata e dello stato attuale del giornalismo videoludico, spesso bersaglio di critiche per il tono polarizzato e le prese di posizione estreme.
Secondo i conduttori, la percezione dei giochi è cambiata radicalmente negli ultimi anni, con una tendenza a interpretare ogni dettaglio come un manifesto ideologico. Pragmata, in questo senso, è diventato il simbolo di un dibattito che va oltre il merito del gioco stesso.
Conclusione: un gioco che merita di essere giudicato per ciò che è
Che si tratti di un capolavoro o di un esperimento bizzarro, Pragmata ha il merito di stimolare discussioni profonde sul modo in cui i videogiochi vengono analizzati e interpretati. La teoria 'zio-core' di Chris offre uno spunto interessante per rileggere la narrazione del gioco, sottolineando come a volte le etichette siano fuorvianti.
Per ascoltare l’intero episodio di Aftermath Hours, disponibile su Spotify, Apple Podcasts e altre piattaforme, e per contribuire a un dibattito più equilibrato, lasciate una recensione positiva.