Washington, il parco eolico Horse Heaven tra battaglie legali e incertezze aeree

Il destino del più grande progetto eolico dello Stato di Washington, Horse Heaven, potrebbe diventare un caso emblematico per l’amministrazione Trump e le sue politiche energetiche. Situato nella contea di Benton, il parco eolico, già al centro di polemiche, ora affronta nuovi ostacoli legati alle autorizzazioni aeree.

Lo scorso novembre, il deputato repubblicano Dan Newhouse, figura influente alla Camera dei Rappresentanti, aveva sollecitato la FAA (Federal Aviation Administration) a revocare le determinazioni di "nessun pericolo" per lo spazio aereo circostante Horse Heaven. Secondo Newhouse, il progetto potrebbe interferire con rotte aeree commerciali e militari. Tuttavia, da allora non ci sono state dichiarazioni ufficiali né dalla FAA né da Scout Clean Energy, la società che sviluppa il parco.

Durante le indagini per un articolo di questa settimana, è emerso che un rappresentante di Scout Clean Energy ha presentato, a gennaio e marzo, nuove richieste di autorizzazione aerea per le torri eoliche. Attualmente, non esiste alcuna documentazione pubblica che confermi la revoca delle precedenti decisioni della FAA, la quale si è rifiutata di rilasciare dichiarazioni in merito. Anche Scout Clean Energy non ha risposto alle richieste di chiarimento su eventuali ritardi con l’agenzia o sulla prosecuzione del progetto.

È noto, invece, che la società ha già ridotto il numero di torri previste, optando per strutture più alte. Nonostante il parco eolico sia stato completamente autorizzato a livello statale, queste approvazioni sono ora oggetto di cause legali. A giugno, la Corte Suprema dello Stato di Washington ascolterà gli argomenti di residenti locali e della Nazione Yakima, che si oppongono alla costruzione.

Utah, il data center da 9 GW di Kevin O’Leary tra proteste e preoccupazioni ambientali

Mentre il progetto eolico di Washington naviga in acque turbolente, in Utah si accende un nuovo fronte di conflitto: Wonder Valley, un data center da 9 gigawatt che sta attirando l’attenzione nazionale. Sostenuto dal noto imprenditore Kevin O’Leary e dalla Military Installation Development Authority (MIDA) dello Utah, il progetto mira a sfruttare l’infrastruttura di gas naturale esistente nella zona del Great Salt Lake.

La scorsa settimana, la commissione della contea di Box Elder ha approvato all’unanimità Project Stratos, l’iniziativa più ampia che include Wonder Valley. Le condizioni imposte includono limiti di rumore (55 decibel), regolamenti per la riduzione dell’inquinamento luminoso e la tutela delle attività agricole nelle aree circostanti. Tuttavia, queste misure non hanno placato le proteste dei cittadini, i cui interventi durante l’udienza sono diventati virali online.

Le principali preoccupazioni riguardano il consumo energetico del data center, quasi pari alla produzione annuale dell’intero Stato, e il prelievo idrico in una zona già soggetta a stress idrico. Nonostante la società affermi che l’energia sarà prodotta in loco tramite gas naturale, le critiche non si sono placate. Anzi, la tensione sta crescendo: sono già emerse minacce di morte contro i sostenitori del progetto.

Le sfide energetiche e ambientali dei grandi progetti infrastrutturali

Questi due casi evidenziano le complesse sfide che i grandi progetti infrastrutturali devono affrontare negli Stati Uniti, tra regolamentazioni ambientali, preoccupazioni delle comunità locali e incertezze politiche. Mentre Horse Heaven lotta per ottenere il via libera definitivo, Wonder Valley si prepara a diventare un simbolo delle tensioni tra sviluppo tecnologico e sostenibilità ambientale.