Il SAVE Act, la legge che introduceva restrizioni al voto tanto voluta da Donald Trump, è stata definitivamente accantonata dai repubblicani al Senato. Nonostante le ripetute pressioni del presidente, che aveva definito l’approvazione della norma come la «cosa più importante» da fare per il partito, la misura non è riuscita a superare il filibuster democratico e ora è considerata irrealizzabile.
Secondo quanto riportato da Punchbowl News, i repubblicani avevano tentato più volte di far approvare il SAVE Act, modificando più volte la proposta. L’ultima versione prevedeva emendamenti radicali al National Voter Registration Act del 1993, tra cui:
- L’abolizione del voto per corrispondenza;
- L’obbligo di presentare prove di cittadinanza e residenza per registrarsi al voto;
- L’introduzione dell’obbligo di esibire un documento d’identità per votare;
- L’obbligo di aggiornare le liste elettorali ogni 30 giorni, un compito burocratico enorme per gli ufficiali elettorali locali.
Trump aveva insistito affinché il suo partito portasse avanti la legge, affermando in marzo che avrebbe «garantito le elezioni di metà mandato» e minacciando «grandi problemi» in caso di fallimento. Il presidente aveva anche dichiarato che il SAVE Act era una priorità assoluta, tanto da minacciare di porre il veto a qualsiasi altro disegno di legge fino a quando la norma non fosse arrivata sulla sua scrivania.
Tuttavia, in soli due mesi, la situazione è cambiata radicalmente. Anche i sostenitori più convinti del SAVE Act sembrano ora considerare la legge un «causa persa». Durante l’ultimo vote-a-rama al Senato, la proposta non è riuscita a ottenere nemmeno 50 voti a favore, con quattro repubblicani che si sono uniti ai democratici nell’opposizione.
L’abbandono del SAVE Act rischia di irritare la base del partito e potrebbe riaccendere il dibattito sulla cancellazione del filibuster, una regola che la maggior parte dei repubblicani, e soprattutto la leadership, non vuole eliminare. La questione ha già creato tensioni tra Trump e il leader della maggioranza al Senato, John Thune, che finora ha resistito alle richieste del presidente di abolire il filibuster.
«Capisco perfettamente i miei colleghi che vogliono mantenere il filibuster. Onestamente, tutti noi lo vogliamo mantenere», ha dichiarato il senatore repubblicano Ron Johnson a Punchbowl News. «Ma so che i democratici non lo faranno. Questa è l’unica divisione qui».
Le radici del SAVE Act affondano in teorie complottiste di destra secondo cui gli immigrati irregolari stanno partecipando in massa alle elezioni statunitensi. Una tesi smentita dai fatti, dato che gli immigrati irregolari, così come i residenti stranieri in regola, non possono votare.
Questa non è la prima volta che Trump tenta di introdurre restrizioni al voto. A giugno, aveva provato a imporre l’obbligo di esibire un documento d’identità, ma un giudice federale aveva bocciato la misura, sottolineando che aggiungere ulteriori barriere al processo elettorale avrebbe danneggiato solo gli elettori legittimi.