La quotazione in Borsa di SpaceX, ancora non ufficiale ma ormai imminente, sta già scuotendo i mercati finanziari. Con una valutazione stimata fino a 2mila miliardi di dollari, l’azienda di Elon Musk potrebbe presto debuttare in Borsa, portando con sé una rivoluzione senza precedenti per i mercati azionari globali.
Un’onda d’urto da 5mila miliardi
Secondo Paul Kedrosky, venture capitalist e ricercatore del MIT, le IPO di SpaceX, OpenAI e Anthropic potrebbero generare una domanda senza precedenti da parte degli investitori. Kedrosky paragona l’effetto a un "tsunami finanziario": «Gli investitori sposteranno capitali da altre asset class per acquistare le nuove azioni, con conseguenze potenzialmente dirompenti».
Le nuove regole per le "MegaCap"
Per accelerare l’ingresso di SpaceX nell’S&P 500, l’indice sta valutando di modificare le proprie regole per le cosiddette "MegaCap" — società con una capitalizzazione tra le prime 100 al mondo. Le tre principali novità proposte sono:
- Nessun requisito di redditività: SpaceX non dovrà dimostrare di essere profittevole al momento dell’ingresso nell’indice. La conferma arriverà solo con la pubblicazione del prospetto informativo.
- Tempi d’attesa dimezzati: L’ingresso nell’indice passerebbe da 12 a 6 mesi.
- Soglia di flottante ridotta: Verrà eliminato il requisito di offrire almeno il 10% delle azioni al pubblico. SpaceX, secondo le voci, potrebbe avere solo il 5% di flottante.
Critiche e controversie
Le modifiche alle regole hanno scatenato polemiche. George Noble, investitore di lungo corso, ha scritto su Substack: «Le regole stanno venendo riscritte per favorire le società che si quotano e gli early investor, mentre il vostro capitale viene usato per arricchirli».
James Mackintosh, editorialista del Wall Street Journal, definisce la proposta «eccessiva», sottolineando come si stia creando un sistema a due velocità: «È un riconoscimento che per le grandi aziende le regole sono diverse».
Il mercato si adatta alla nuova realtà
Nonostante le critiche, molti esperti sostengono che le modifiche siano necessarie per riflettere la realtà dei mercati. Jay Ritter, direttore dell’IPO Initiative presso l’Università della Florida, spiega: «Gli investitori vogliono che gli indici rappresentino il mercato. Queste aziende sarebbero incluse prima o poi, a meno di un crollo totale. Si tratta solo di tempistiche».
Già ora, il Nasdaq ha modificato le sue regole per consentire a SpaceX di entrare nell’indice Nasdaq 100, che include le più grandi società tech.
Un cambiamento epocale per le IPO
Negli anni ’80 e ’90, la maggior parte delle società che si quotavano erano redditizie. Oggi, la situazione è radicalmente diversa: la maggior parte delle nuove IPO non lo sono, sottolinea Ritter. «Molte di queste regole risalgono a decenni fa, quando il mondo era molto diverso».
Con l’ingresso di SpaceX nell’S&P 500, gli indici potrebbero dover affrontare una nuova era: quella delle aziende non redditizie ma con valutazioni miliardarie, capaci di attrarre capitali a ritmo senza precedenti.