Un studente di 21 anni dell’Università Royal Holloway di Londra è ora sotto indagine per possibili accuse di hate crime dopo aver definito un keffiyeh indossato da un attivista pro-Palestina come una semplice «salvietta da tè». L’incidente è avvenuto durante un evento universitario, preceduto da un acceso scambio di insulti tra i due studenti.

Brodie Mitchell, così si chiama lo studente, si definisce un «sionista non ebreo». Secondo la sua versione, l’altro studente lo avrebbe prima insultato chiamandolo «finto ebreo» e sottolineando che non indossava una kippah. In seguito al fatto, l’università ha sospeso Mitchell per nove settimane, mentre le autorità hanno deferito il caso ai pubblici ministeri.

Il dibattito sulla libertà di espressione nei campus universitari britannici torna così al centro dell’attenzione, soprattutto in relazione alle tensioni legate al conflitto israelo-palestinese. L’accusa di hate speech, in questo caso, si basa sull’interpretazione del commento come potenziale offesa nei confronti di un simbolo culturale e politico.

Fonte: Reason