Tre passeggeri sono morti e altri sono stati ricoverati in seguito a un focolaio di hantavirus a bordo di una nave da crociera nell’Oceano Atlantico. Secondo le indagini preliminari, i decessi sarebbero collegati a questa infezione virale, che ha colpito anche diversi altri occupanti della nave.
La MV Hondius, una nave da crociera gestita da Oceanwide Expeditions, si trova attualmente al largo di Praia, Capo Verde, un arcipelago al largo della costa occidentale dell’Africa. Le autorità locali hanno negato l’attracco della nave per timore che il contagio possa diffondersi sulla terraferma.
Tra le vittime ci sono una coppia olandese e un cittadino tedesco. Un passeggero britannico, invece, è stato evacuato e attualmente è in cura in Sudafrica. Questo paziente è stato il primo a risultare positivo all’hantavirus.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono stati identificati sette casi di infezione: due confermati in laboratorio e cinque sospetti. Al momento, due dei tre decessi sono stati collegati all’hantavirus. L’OMS ha sottolineato che il rischio per la popolazione generale rimane basso.
L’hantavirus è un’infezione virale rara ma spesso letale, che si manifesta inizialmente con sintomi simili a quelli influenzali. La trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto con urine o feci di roditori. Sebbene in casi molto rari sia possibile la trasmissione da persona a persona, questa rimane un’eventualità eccezionale.
Uno dei pochi casi documentati di trasmissione interumana riguarda la morte di Betsy Arakawa, moglie dell’attore Gene Hackman, deceduta ad aprile 2024 nel New Mexico per complicanze legate all’hantavirus. Hackman, invece, è morto per complicanze dell’Alzheimer.
Steven Bradfute, professore associato presso l’University of New Mexico Health Sciences Center e specializzato nello studio dell’hantavirus, ha definito la situazione a bordo della nave da crociera come inusuale.
«Di solito si tratta di casi isolati. Sentire parlare di un focolaio su una nave da crociera con più persone infette non era assolutamente nei nostri radar»,
Attualmente, circa 150 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio provenienti da oltre 20 nazioni, sono ancora a bordo della nave. La prossima tappa potrebbe essere le isole di Las Palmas o Tenerife, al largo della costa africana, dove i passeggeri potrebbero sbarcare per sottoporsi a controlli medici.
Oceanwide Expeditions ha dichiarato in una nota del 4 maggio: «Stiamo collaborando strettamente con le autorità locali e internazionali. Sono in atto misure precauzionali rigorose a bordo, tra cui isolamento, protocolli igienici e monitoraggio medico. Tutti i passeggeri sono stati informati e stanno ricevendo supporto. Siamo in contatto costante con le persone direttamente coinvolte».