L’ex presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sta preparando un’azione legale per impedire alla giustizia di rendere pubbliche le registrazioni delle sue conversazioni con lo scrittore fantasma Mark Zwonitzer. Queste registrazioni, secondo le indagini su documenti classificati, potrebbero rivelare dettagli cruciali sul modo in cui Biden ha gestito informazioni riservate.
Le accuse del procuratore speciale Robert Hur
Le trascrizioni e le registrazioni audio, attualmente sotto revisione da parte del Dipartimento di Giustizia, potrebbero essere rese disponibili al Congresso e alla Heritage Foundation. Quest’ultima ha ottenuto il materiale tramite una richiesta FOIA e ora chiede la sua pubblicazione integrale.
Tuttavia, Biden intende intervenire per bloccare la diffusione, come riportato in un documento presentato venerdì. Secondo il procuratore speciale Robert Hur, Biden avrebbe letto ad alta voce passaggi di taccuini classificati durante le registrazioni del 2017. Hur ha sottolineato come i problemi di memoria dell’ex presidente rendano difficile provare un intento doloso, ma ha comunque definito Biden un "uomo anziano, benintenzionato ma con una memoria molto limitata".
Le dichiarazioni di Biden e le reazioni della Heritage Foundation
Biden ha sempre negato di aver condiviso informazioni classificate. Il suo portavoce, TJ Ducklo, ha dichiarato a Politico che l’ex presidente ha collaborato pienamente con Hur, fornendo le registrazioni a patto che non venissero rese pubbliche. Tuttavia, la Heritage Foundation ha accusato la squadra legale di Biden di ostruzionismo, sostenendo che l’intervento sia arrivato con oltre un anno di ritardo.
Secondo la fondazione, Biden si oppone anche alla pubblicazione di frasi già citate nel rapporto di Hur, dimostrando una resistenza eccessiva alla trasparenza. Il Dipartimento di Giustizia, dal canto suo, non si oppone all’intervento di Biden, ma la Heritage Foundation ha annunciato che continuerà a spingere per la divulgazione dei documenti.
Le prossime mosse e le possibili conseguenze
Il Dipartimento di Giustizia ha stabilito che, se Biden presenterà la sua richiesta in tribunale entro martedì, la pubblicazione dei materiali verrà posticipata a giugno. In caso contrario, i documenti potrebbero essere resi pubblici prima. La decisione potrebbe avere ripercussioni politiche, soprattutto alla luce delle prossime elezioni presidenziali.
"Biden ha collaborato con la procura, ma le registrazioni non devono essere divulgate. È una questione di privacy e di rispetto per il processo investigativo."
TJ Ducklo, portavoce di Biden
La vicenda solleva anche interrogativi sulla gestione delle informazioni classificate da parte dell’amministrazione Biden e sulle implicazioni legali di eventuali fughe di notizie. Resta da vedere se il tribunale accoglierà la richiesta dell’ex presidente o se i documenti verranno comunque resi pubblici.