Bitcoin si trova a un bivio: due scenari opposti si delineano per il mercato. Da un lato, i trader continuano a pagare per mantenere posizioni corte, dall’altro, il prezzo, i flussi degli ETF e la leadership di mercato non mostrano più i segnali di un collasso imminente.

In un recente post su X, gli analisti di Alphractal hanno evidenziato che i funding rate di Bitcoin hanno raggiunto i livelli più negativi dal 2023. Secondo i loro modelli proprietari, tra cui il Market Capitulation Oscillator e il Tactical Bull-Bear Sentiment Index, il mercato si troverebbe in una zona estremamente stressata, simile a quella osservata in corrispondenza dei minimi storici del Bitcoin.

Il Tactical Bull-Bear Sentiment Index ha registrato valori così bassi da avvicinarsi ai livelli toccati durante i precedenti crolli del mercato, come il fondo del bear market del 2015, la capitolazione di fine 2018 e il minimo del 2022. L’ultimo dato disponibile conferma che l’indicatore si trova nuovamente in questa fascia critica, rafforzando l’ipotesi di una posizione di mercato insolitamente tesa.

Anche altri dati di mercato supportano questa lettura. Secondo Crypto.com, il funding rate medio a sette giorni è sceso a circa -0,008% il 18 aprile, il valore più negativo dal 2023. Glassnode ha poi rilevato che i funding negativi sono persistiti nonostante la stabilizzazione del prezzo di Bitcoin e il miglioramento delle condizioni spot.

Bitcoin tra capitolazione e possibile inversione

Attualmente, il mercato si trova in una situazione ambigua: Bitcoin potrebbe emergere da una fase di liquidazione delle posizioni che prelude a un rimbalzo, oppure le pressioni macro che hanno guidato il recente calo potrebbero spingere verso un ulteriore ribasso. Al 22 aprile, il prezzo di Bitcoin si attesta a $78.951, con un rialzo del 12,37% negli ultimi 30 giorni e una dominanza di mercato del 60,1%.

Nonostante non ci siano ancora le condizioni per un breakout speculativo generalizzato, Bitcoin sta riconquistando la leadership del mercato, mentre la convinzione altrove rimane debole. Questo aspetto è fondamentale per comprendere la domanda chiave: Bitcoin potrebbe essere più vicino a un fondo duraturo, mentre il resto del mercato crypto non è ancora pronto per una piena espansione del bull market.

Perché il caso di un bottom sta diventando più convincente

L’argomento rialzista trova sostegno nel fatto che la domanda spot si è mantenuta solida, mentre la posizionamento sui derivati rimane difensiva. Glassnode ha descritto un mercato in cui il funding dei perpetual futures è rimasto negativo anche durante il tentativo di recupero di Bitcoin dopo il calo.

Un funding negativo prolungato può diventare un motore per rialzi quando le posizioni corte diventano troppo affollate e il prezzo inizia a muoversi contro di esse. Tuttavia, questo dato mostra anche che la convinzione sui mercati leva rimane cauta. Il segnale diventa ancora più interessante perché il prezzo di Bitcoin ha smesso di seguire lo stesso copione ribassista: non si comporta più come un asset intrappolato in liquidazioni unidirezionali, ma come un bene che ha trovato acquirenti disposti ad assorbire la paura macro.

Questi acquirenti stanno emergendo in uno dei canali più importanti del ciclo, quello degli ETF spot su Bitcoin. Secondo Farside Investors, gli ETF statunitensi hanno registrato flussi positivi per $411,4 milioni il 14 aprile, $663,9 milioni il 17 aprile e $238,4 milioni il 20 aprile.